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Visto da Varese: Lockdown, anche le Prealpi si tingono di rosso

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di EZIO MOTTERLE
Sarà suggestione, che altro sennò. Ma anche il ricco “foliage” prealpino sembra sfumare decisamente verso le tonalità più rosse. Colori d’autunno inoltrato, of course, un affascinante spettacolo naturale di stagione. Fatto sta che questa volta nel pittoresco Varesotto, giallo, verde e azzurro, come da logo turistico ispirato a sole, colline e laghi, la natura pare richiamare in qualche modo la condizione territoriale di “zona rossa” indotta dalla pandemia e dalla cartografia ideata nel tentativo estremo di fermarla. Il lockdown c’era stato anche a primavera, ma allora si usciva dall’inverno e si guardava già all’estate, mentre i numeri parevano ormai caldeggiare la fine dell’emergenza. Adesso invece l’improvviso replay, indotto da una battaglia che pare assai più ardua, proietta tutto verso un inverno decisamente più cupo, senza troppi spazi per le facili speranze, specie qui nel cuore di un nord-ovest rimasto quasi da solo in una disagevole e inquietante prima linea. Vista da Varese, questa “zona rossa” permea insomma persino il paesaggio, facendone lo specchio cromatico di un’emergenza reale, ritmata dalla lunga fila di norme che da un paio di giorni ci tornano a condizionare la vita quotidiana. Si vede tanto rosso, insomma, guardando la livrea scarlatta degli alberi occhieggiare tra l’arancio, il giallo e il verde che quassù, al centro dell’Europa, son diventati ormai simbolo progressivo di un sogno di normalità. Sullo sfondo la paura del virus che riempie di malati gli ospedali e obbliga a comportamenti umani che di umano non hanno più granchè. Si scruta da lontano il profilo sgargiante dei boschi, nei giorni in cui il patrimonio naturale esprime il meglio delle sue magiche tinte, lo faranno molti magari dalla finestra anche in questa prima domenica di rinnovato lockdown. Spicca appunto, e turba anche, quella diffusa tonalità di rossi, nella certezza però che prima o poi lascerà spazio al verde più intenso e brillante. Quello che il Varesotto si augura di veder presto apparire anche sulla cartina dell’epidemia che oggi lo relega in un angolo d’Italia ahimè carico di problemi, come conferma la pesante situazione sanitaria. Complessa, ma assai poco ricca di colori.