SARONNO – “Ho ascoltato con grande interesse l’intervista de “Ilsaronno” ad Andrea Germi, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare per la preparazione e il prezioso contributo alla realizzazione del percorso museale Giuditta Past , attuale curatore dell’omonimo museo in Villa Gianetti”.

Inizia così la nota dell’ex assessore alla Cultura Maria Assunta Miglino che commenta la scoperta della “vera” casa di Giuditta Pasta.

“Ascoltando le sue parole il pensiero è andato a tutti i momenti che hanno caratterizzato l’ideazione e l’allestimento della mostra e all’intenso cammino che ha preceduto l’inaugurazione dello scorso settembre.

Dalla telefonata in cui Giorgio Cavallari mi anticipava il desiderio di donare la sua preziosa collezione al Comune di Saronno, alla predisposizione di tutte le sale del piano terra della Villa, rinnovate e imbiancate e il risanamento del terrazzo con il rifacimento della pavimentazione a piano primo, passando dal vincolo della Soprintendenza alla firma dell’atto di donazioni da parte del Sindaco Alessandro Fagioli del dicembre scorso e infine all’apertura al pubblico di settembre, sono passati più di due anni.

Di questi anni conservo nella mia mente le difficoltà legate a ogni momento della realizzazione e tutte le soddisfazioni dei giorni conclusivi di essa. Ricordo l’emozione dei lavori in corso e l’entusiasmo di quanti hanno dedicato tempo e passione al nostro sogno. Ora, vedere che il nostro museo sia diventato una realtà della nostra città e di tutto il territorio, apprezzata dai nostri concittadini, e immaginare che la Villa stessa potrà vivere con le iniziative dall’attuale amministrazione, mi rende davvero orgogliosa del nostro lavoro.

Concludo con una citazione da cui credo si possa evincere l’importanza del lavoro e dell’aiuto comune in una città che si ritenga davvero tale e che sia di tutti e apprezzata da tutti. “Gli uomini si associano tra loro per le varie necessità di cui hanno bisogno; e quando hanno raccolto in un’unico luogo molte persone per ricevere aiuto dalla comunanza reciproca, nasce quella coabitazione cui diamo il nome di città. Solo così si può considerare che una città sia davvero sia tale”

(Platone, La Repubblica, ca. 390 a.C.)

(foto: assessore Miglino all’inaugurazione del museo)

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