SARONNO – Il funerale del grande campione del calcio Diego Armando Maradona, l’altro giorno, non ha fermato il cordoglio per la scomparsa dell’ex giocatore della Nazionale del Napoli e dell’Argentina. Se ne continua a parlare sulla stampa ed in televisione, e già nell’immediatezza molte erano stati i messaggi venuti dal territorio. Ne riportiamo alcuni.

Mauro Rotondi, consigliere comunale Pd Saronno – Che emozione quell’incontro. Che gioia vederti giocare dal vivo. Il più grande calciatore di sempre. Un mito. Per Napoli, per l’Argentina, per la storia del calcio. Se ne va portandosi per sempre via il football. Ciao Diego

Lorenzo Guzzetti, ex sindaco di Uboldo – La genialità della bellezza è anche rappresentare in una sola copertina un mondo, una storia, gli eccessi, l’arte, l’esibizione di un talento.
La bellezza, la bellezza ci salverà.

Francesco Licata, consigliere comunale Pd Saronno – Ci vediamo mano di Dio, buon viaggio…

Flavio Armanini, Fronte ribelle Saronno – E alla storia dell’amichevole di Acerra non aggiungo altro.

Ale Galli, [email protected] – Nel film “Maradona” di Emir Kusturica c’è una scena che spiega perfettamente il calcio. In una stanza ci sono tre situazioni: due ragazze che ballano seminude su un palco, un tavolo pieno di cose buonissime da mangiare, una tivù appesa al soffitto che trasmette i gol di Maradona. Incuranti di cibo e sesso, gli uomini guardano i gol di Diego. È così – e non c’è quasi nient’altro, anche se davvero è quasi tutto – che il pallone, suprema metafora dell’esistenza in un quadrato di 105×67 undici contro undici, prende così tanta importanza nelle vite di chi lo ama. È una forza superiore, zen, ipnotica, da yogi, che spazza via tutto quello c’è prima e dopo, in quei novanta minuti che diventano improvvisamente – e a volte per sempre – tutto ciò che ha senso che sia importante. Per questo – serve dirlo – Diego Maradona non è morto oggi, perché Maradona non può morire mai. Ce l’abbiamo lì tutti, nella cultura di massa, nel pop che diventa porno quando ne salta sei contro l’Inghilterra e poi ancora la mette di mano, l’immagine che non si dimentica, segna, brucia. E lì vive per sempre. “Ho visto Maradona”, grazie a Dio. Il più grande di tutti.

(foto: Diego Armando Maradona con Mauro Rotondi)

28112020

3 Commenti

  1. ma questo rotondi l’altra volta parlava dei murales ora di maradona, ma per la città che fa?

  2. Ma gli spaventati dal covid che non vogliono aprire i parchetti, non si scandalizzano per gli assembramenti di Napoli fuori orario ?
    Tutti zitti? Popolo di pecore.

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