SARONNO – La parlamentare del Varesotto di Italia viva, Maria Chiara Gadda, ha presentato in Parlamento un emendamento per ripristinare il precedente regime Iva per gli enti del Terzo settore ed evitare che, con il passaggio dall’esenzione all’esclusione, si finisca per penalizzare le associazioni con adempimenti Iva non previsti”.

Dice Gadda:

La norma contenuta nell’articolo 108 della legge di Bilancio è sbagliata. Pensata per recepire le indicazioni della Commissione europea, va ben oltre i limiti fissati da Bruxelles, includendo nel campo Iva tante attività che non possono certo definirsi commerciali. Senza l’emendamento abrogativo di Italia viva gli enti associativi saranno costretti, pur continuando a non versare l’Iva, a compiere una enorme mole di adempimenti fiscali con l’unico effetto di sottrarre energie rispetto alla funzione da loro svolta a vantaggio della collettività. La soluzione a questo pasticcio è solo una. Riscrivere completamente la norma coordinandosi questa volta con le caratteristiche degli enti anche attraverso un confronto necessario con le realtà del mondo non profit più rappresentative”. Ora che la maggioranza è d’accordo su questa impostazione, confidiamo nella sensibilità del governo per superare un ostacolo che rischia di indebolire il sostegno fondamentale a favore delle fasce più deboli del Paese.
07122020