SARONNO – Obiettivo apertura al pubblico nel 2021. E’ tra le novità che emergono nel servizio del TgR Lombardia di Fabrizio Patti che ha intervistato Giuseppe Gorla proprietario dell’ex Isotta Fraschini il maxi complesso industriale di 120 mila metri quadrati situato tra via Milano e via Varese.

Il servizio parte raccontando dei nuovi esempi di street art presenti nei capannoni realizzati da noti artisti lombardi Tilf, Blackwan e Non ci credo. Prosegue spiegando che 3/4 degli storici campannoni saranno recuperati e soprattutto anticipa tempistiche decisamente strette per l’apertura alla città.

“La cittadinanza non deve aspettare la riqualificazione dell’intera area – spiega lo stesso Giuseppe Gorla in un’intervista realizzata tra suggestivi scenari dell’area coperta dalla neve – abbiamo il bosco, tutta la parte verde abbiamo e questi 3/4 edifici che possono essere utilizzati per mostre, eventi e concerti”.

Un tema anticipato anche dal sindaco Augusto Airoldi nel corso di una recente intervista a Radiorizzonti: “All’ex Isotta Fraschini si procede di buona lena. Il primo obiettivo è riaprire il prima possibile almeno la parte verde, dove c’è un bosco spontaneo che si è creato in 35 anni e che è davvero unico”.

E’ lo stesso giornalista Patti a ricordare, nella chiosa del servizio, come “il progetto a lungo termine preveda un polo universitario con campus, un museo e residenze ispirate alle corti lombarde”.

10 Commenti

  1. È una idea davvero bella ma fate attenzione a riaprire il bosco e i capannoni dismessi senza controlli non vorrei che finisse come al parco delle groane dove il progetto era perfetto , ciclabili, stazione, tutto bello….poi è arrivata la droga.

    • La malavita può essere contrastata solo con il controllo e la partecipazione dei cittadini comuni, che tengono molto al loro quartiere. Molto più facile farlo in città che in un bosco in periferia!

  2. Il progetto è bellissimo, lodevole, innovativo ed estremamente affascinante. Punto.
    Forse non ho capito bene ma adesso questo museo dell’industria a cielo aperto lo si fa scarabocchiare? Si voleva creare una cerniera tra un recente passato ricco di fascino e lo deturpiamo e modifichiamo così? Si scrive sovente street art ma la stessa va quantomeno selezionata!
    Un conto delle curate rappresentazioni con delle raffigurazioni comprensibili e, perché no, con dei messaggi da veicolare ma …scarabocchi come quelli che si vedono in foto proprio no!
    Poi però, in definitiva, la proprietà è giustamente privata e ne fa ciò che vuole. Del bene comune (estetico) gli può interessare il giusto se a lui piace e lo può fare.
    Con rinnovato sostegno al progetto (iniziale), Cordiali Saluti.

  3. Perché non si pensa di fare un parcheggio per il cimitero che quello che c’è non basta…non ditemi che c’è quello vicino al sottopasso perché chi deve entrare dal cancello in fondo con fiori e il necessario per la pulizia delle tombe è molto scomodo. Grazie

  4. Perché in futuro non utilizzare i capannoni per ospitare il mercato di Saronno? Si risolverebbe il problema del traffico del Mercoledì, dando maggiore prestigio al mercato che avrebbe uno spazio tutto suo e sarebbe al coperto.. e perché no, alcune bancarelle potrebbero rimanere in pianta stabile come avviene per esempio in molte città spagnole, vedi Boqueria a Barcellona, Mercado Central a Valencia, ecc.

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