SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota dell’assessore Laura Succi in merito alla giornata della memoria.

Il 27 gennaio 1945 si aprirono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, quello che i testimoni videro cambiò per sempre la coscienza del mondo. E’ ancora necessario ricordare l’olocausto dopo tanto tempo, dopo tante mostre, tanti manifesti, film, testimonianze che ogni anno si rinnovano in questo giorno?

Ricordare significa permettere al passato di entrare nella nostra vita quotidiana, farlo in questo giorno, viverlo insieme attribuisce al gesto un significato particolare. Lo studio poi, il confronto, l’informazione su quel che è stato riuniscono le testimonianze a formare una consapevolezza attiva, che permette di comprendere il passato, la storia e di riconoscere anche nell’oggi i segni di ideologie capaci di negare il diritto alla vita sulla base dell’appartenenza ad una razza, ad una religione, o addirittura a caratteristiche fisiche.

L’olocausto fu un evento senza precedenti per i numeri, per l’organizzazione, per la ferocia unita ad una incredibile freddezza che lo contraddistinsero. Ma sono ancora troppe nel nostro mondo, pur così proteso verso uno sviluppo senza limiti, le ingiustizie, le persecuzioni perché non si debba opporsi e agire per superarle.

La negazione dei diritti non avviene d’un tratto, comincia con la sottolineatura delle differenze, con il ritenere giusto che qualcuno abbia più diritti di un altro, con il considerare la povertà e l’ignoranza come mali inevitabili. Per questo dobbiamo impegnarci a tutelare l’uguaglianza di tutti gli uomini e ad accogliere la diversità come risorsa.

Facciamo tesoro quindi di quegli ultimi coraggiosi testimoni che non si stancano di raccontare quello che i loro occhi hanno visto, nonostante la sofferenza che la memoria di questa immane tragedia porta ancora a chi l’ha vissuta in prima persona, accettiamo come un privilegio il dono della loro memoria, accogliamola e facciamola nostra.

Rientra fra i doveri degli amministratori, e soprattutto della scuola, sensibilizzare i giovani alla riflessione sulla memoria storica. Un grazie particolarmente sentito va quindi a tutti gli insegnanti che, pur nell’impossibilità di una presenza fisica, sapranno trasmettere ai loro studenti il senso profondo di questa ricorrenza.

Per farlo insieme proponiamo un minuto di silenzio collettivo di tutte le scuole alle ore 11, per riflettere uniti sul passato e su quello che ognuno di noi può fare per creare un mondo dove ogni donna, ogni uomo, ogni bambino possa vedere tutelato il proprio diritto alla libertà e alla vita.

4 Commenti

  1. E pensare c’è chi sostiene che non sia mai esistito o peggio che non sia stato abbastanza

  2. Eh dai, una bella… iniziativa.
    Si sarebbero potuti pensare installazioni artistiche, concorsi letterari per ragazzi, ma invece lasciare solo i docenti e proporre un minuto di silenzio effettivamente è meglio. Bella… iniziativa.

  3. Shoah è il confine della Bosnia con profughi lasciati morire di freddo e di stenti. Shoah è l’isola di Lesbo, donne, bambini, anziani abbandonati da tutti. I nuovi nazisti siamo noi, europei ricchi egoisti insensibili alle sofferenze altrui.

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