SARONNO – Torna oggi in aula, alla Corte d’Appello di Milano, l’ex infermiera dell’ospedale di Saronno e residente a Lomazzo, Laura Taroni, condanna a 30 anni di reclusione per la morte di marito e mamma, ai quali sarebbero stati somministrati dei cocktail di farmaci poi rivelatesi letali. C’è stata una nuova perizia psichiatrica, che secondo indiscrezioni di stampa riportate dall’agenzia nazionale Ansa, avrebbe evidenziato come al momento dei fatti, fra il 2013 ed il 2014, la donna era capace d intendere e di volere. La nuova perizia psichiatrica era stata chiesta lo scorso 12 novembre proprio dalla Corte d’appello milanese dove si sta svolgendo i secondo appello nei confronti di Taroni dopo che era stata accolta in questo senso una istanza dei difensori dell’imputata. Mentre il suo presunto complice ed ex amante, il medico Leonardo Cazzaniga, accusato anche di una serie di morti in corsia (e che è stato condannato all’ergastolo) ha seguito un percorso processuale autonomo.

Ma restiamo al caso di Laura Taroni. La nuova perizia sarà dunque discussa questa mattina in udienza. E’ una vicenda processuale infinita perchè nel luglio 2019 la Cassazione a Roma aveva disposto che fosse rifatto il processo d’appello perchè nelle motivazioni della sentenza, pare per un errore tecnico, mancavano 13 pagine e perchè non sarebbe stato approfondito sufficientemente il quadro “psichiatrico” e dunque il primo atto del processo bis è stato quello della nuova perizia per capire se la donna sia effettivamente imputabile.

25012021