SARONNO – Oggi gli istituti superiori saronnesi sono tornati ad aprire le porte agli studenti. Accanto al 50% dei ragazzi che sono tornati a far lezione in presenza all’itc Zappa c’era anche l’ex assessore Maria Assunta Miglino che insegna nell’istituto saronnese di via Grandi.

Per la scuola è stato un nuovo inizio stamattina. Un inizio carico di trepidazione e di emozione come a settembre, ma anche intriso di maggiore prudenza e senso di responsabilità. I nostri ragazzi sono tornati in presenza con un nuovo orario, nuovi ingressi e nuove uscite.

Le nostre classi quinte sono tutte in presenza al 100% , le altri al 50%. Dopo tre mesi l’emozione nel rivedersi è stata tanta per noi e anche per i ragazzi che soprattutto in prima non ricordavamo bene neppure i reciproci visi. In quinta li ho visti tutti e insieme, come non accadeva da quasi un anno, (febbraio 2020) e non é facile raccontare l’emozione. Per un attimo è sembrato come se nulla fosse mai accaduto. I loro occhi sorridenti che si cercavano, le risate e la gioia nel ritrovarsi, così esposta ai miei sguardi, ricompensava la lunga assenza e il silenzio innaturale degli schermi in DaD.

I loro racconti sugli zaini nuovamente da preparare, sul “farsi belli”per uscire, sull’emozione nel rivedersi, hanno reso questo giorno diverso da tutti gli altri, anche perché il primo di un nuovo corso che ci auguriamo continui, nonostante qualche assembramento lungo le strade , nonostante gli inevitabili abbracci..
I banchi hanno nuovamente accolto quaderni e pennarelli, hanno ripreso vita tranne uno, lasciato lì in un angolo, solitario e inutilizzato. Quel banco a rotelle colorato, uno per classe, che ricorda in ogni aula ciò che è accaduto. Quel banco che nessuno dei miei alunni ha voluto utilizzare, qualcuno l’ha solo provato, poi subito abbandonato.

Nessuna corsa nei corridoi, é rimasto lì, nessuno l’ha voluto, quasi fosse un ricordo doloroso o forse, come uno dei miei ragazzi ha detto “é una ferita, ci ricorda quanto é successo…” Aggiungerei che è anche motivo di delusione e di rammarico: rappresenta decisioni forse inopportune e sicuramente non essenziali.
Sono uscita da scuola alle 16, all’ottava ora di lezione: tante le auto ferme ai cancelli, tanto il traffico. Per attraversare Saronno ho impiegato mezz’ora.
Mi avevano anticipato in classe che molti genitori, potendo, avevano deciso di accompagnare e ritirare i propri figli se provenienti dai paesi limitrofi. Grande è ancora il timore nell’utilizzo dei mezzi pubblici.

Ora, però, dobbiamo augurarci che quanto ricominciato continui, con l’impegno di tutti e mantenendo atteggiamenti responsabili. Troppo il tempo trascorso a casa. Ora é tempo di ricominciare perché il nostro futuro passa dalla scuola.

2 Commenti

  1. La scuola statale è stata sempre e solo scuola di partito comunista. Ê solo un bene vederla ridotta così.

  2. Il pathos espresso in questa nota riporta con l’immaginazione ai tempi in cui la vivacità giovanile manifestata negli ambiti scolastici veniva tollerata ma … mal sopportata a secondo dell’umore dell’educatore, dal quale, oggi come primo giorno della ripresa dell’attività scolastica, ci si attendeva un messaggio diretto e concreto nell’affrontare con i ragazzi le certezze ma anche i vari dubbi e le perplessità che veicolano tra i giovani su ciò che si sta vivendo e combattendo con il COVID-19. Il passaggio: ”Aggiungerei che è anche motivo di delusione e di rammarico: rappresenta decisioni forse inopportune e sicuramente non essenziali” esprime soffusamente una polemica fuori luogo che affonda nelle correnti bidirezionali del politichese comune.

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