SARONNO / MALPENSA – “L’appello dei presidenti di Camera di Commercio, Confartigianato Imprese, Confcommercio Uniascom e Unione Industriali di Varese a sostegno di Malpensa, che indica come opera prioritaria il collegamento ferroviario tra il Terminal 2 dello scalo e la città di Gallarate, è un documento campanilista”. Lo dice Dario Balotta presidente Onlit, l’Osservatorio nazionale liberalizzazioni trasporti e infrastrutture.

Prosegue Balotta: “Sorprende che proprio le categorie produttive non abbiano fatto nessuna analisi sulla utilità e sui costi enormi di quest’opera. Se la devastazione di un pezzo di bosco della brughiera in piena crisi climatica non è una valutazione che sta nelle corde delle associazioni del mondo produttivo varesino, neanche l’analisi economica viene presa in seria considerazione. Va sottolineato a questo proposito che il collegamento attuale con le stazioni Centrale e Cadorna di Milano attraverso 146 treni al giorno (uno ogni 15 minuti) è sottoutilizzato, visto che secondo uno studio dell’Università Bocconi solo il 15% dei passeggeri di Malpensa lo prende, mentre in altre realtà europee si arriva anche al 50%. E’ comunque sbagliato pensare che il futuro di Malpensa dipenda da un altro collegamento ferroviario, anziché dalla risoluzione dei problemi legati alla scarsa efficienza dei suoi servizi e alle alte tariffe aeroportuali. Per fortuna il treno viene utilizzato dai pendolari di Busto Arsizio, Castellanza e Saronno, altrimenti sarebbe completamente vuoto”.

Va ricordato, fa notare il presidente Onlit, “che uno studio del Politecnico di Milano ha ribadito che il problema ferroviario della provincia di Varese è quello di ampliare la capacità ferroviaria, e quindi la regolarità dei treni (pendolari, Intercity e merci) da Gallarate a MilanoNon è vero che il collegamento Gallarate-Malpensa sia in grado di portare benefici a vantaggio dell’intero territorio. E’ vero invece che già oggi, via Busto Arsizio, i collegamenti ferroviari da Gallarate verso la Svizzera sono già assicurati e purtroppo i treni sono semivuoti. Il nuovo collegamento con Malpensa, 5,6 chilometri con doppio binario, avrebbe il costo esorbitante di 211 milioni di euro (37,6 milioni al km, tre volte il costo medio di un chilometro di alta velocità in Europa). Sarebbe interessante sapere se l’imprenditoria privata sarebbe disponibile ad investire su una simile opera. Se si vuole spendere così le risorse europee del Recovery plan le prospettive di ripresa del nostro Paese saranno nulle”.

29012021

3 Commenti

  1. In effetti ol collegamento svizzera varese gallarate busto malpensa c’è già, non si capisce perché ne vogliono un’altro visto che chi abita vicino all’aeroporto ci va in macchina. Con quella cifra si fanno tre ospedali nuovi, magari saltano fuori i soldi per l’ospedale di Saronno.

  2. Per una volta sono d’accordo con il sig. Ballotta. La Regione sta buttando altre grosse somme in Ferrovie Nord in particolare senza una vera prospettiva di migliorare l’offerta, vedere come esempio la futura Bovisa

  3. Trenord sta diventando mediaticamente famosa per il progetto del treno per Malpensa a 1000 km all’ora, per la ciclabile di 67 km per andare a Malpensa con le valigie sul portapacchi ed ora per questo inutile nuova spesa come chiarito nell’articolo. Tutto questo quando non riesce a gestire l’ordinario.

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