SARONNO – “Ho deciso di portare questa richiesta del territorio in Commissione Sanità e Politiche Sociali per dare un perimetro istituzionale al dibattito riguardante l’ospedale di Saronno. Oltre alle tante interlocuzioni avute in queste settimane con i sindaci, con i lavoratori e con la direzione aziendale mi è parso doveroso affrontare nella sede opportuna una questione delicatissima”.
Così Emanuele Monti, Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone, intervenuto durante l’audizione dei sindaci del saronnese in merito alla situazione dell’ospedale di Saronno.

“Sul presidio di Saronno la mia opinione è già nota – spiega Emanuele Monti -. Il polo sconta da diversi anni problemi di tipo infrastrutturale e problemi legati al personale. Negli ultimi anni è mancata la programmazione, a livello nazionale, sulle scuole di specialità e sono innegabili i tagli sulla sanità pubblicata: 36 miliardi negli ultimi 10 anni, come attestato dalla Fondazione Gimbe. Queste vicissitudini, si sono acuite sui presidi spoke, come Saronno”.

“Per quanto riguarda il deficit infrastrutturale, sono stati fatti investimenti importanti negli scorsi 18 mesi dalla direzione aziendale, grazie alle risorse di Regione Lombardia, per 20 milioni di euro, con l’obiettivo di mettere in sicurezza la struttura e rinnovare la dotazione tecnologica. Un vero cambio di passo rispetto al passato che si può attestare durante questa legislatura. In vista dell’arrivo dei fondi del Recovery Fund, penso che la storia degli investimenti sull’ospedale di Saronno non sia finita ma quanto fatto possa essere solo un punto di partenza” – argomenta Monti.

“Sul personale dare risposte è difficile – continua – ma serve approccio tecnico e non propagandistico. I bandi andati deserti per la poca attrattività del polo ospedaliero sono noti a tutti e sono per lo più dovuti al fatto che i medici scelgono preferibilmente di continuare la propria carriera nei poli hub”.

“Non bisogna, inoltre, nascondere che questo problema ha una dimensione di maggior rilievo rispetto al territorio saronnese. Manca un Piano nazionale sociosanitario che dia una linea guida di intervento mentre, a livello regionale, occorre uscire dalla logica di bandi stringenti sui singoli poli che non danno prospettive di carriera al personale. Anche i sindacati degli operatori sanitari lo chiedono e nelle more della revisione della Legge 23 faremo una riflessione anche su questo” – continua ancora Monti.

Vi sono però alcuni temi cogenti come il reperimento di anestesisti – aggiunge -. È necessario avviare una collaborazione universitaria per trovare risposte e non ci si può trincerare dietro al bando andato deserto. Sebbene il Covid-19 sta pesantemente rallentando questo tipo di azioni, devono esserci risposte non come singola azienda ospedaliera ma serve una visione di sistema e la vicepresidente Moratti mi ha assicurato il massimo impegno”.

“Quale progetto ha in mente Regione Lombardia? La politica deve metterci la faccia e il Consiglio regionale deve dire la sua, senza avere posizioni ideologiche. Ho lanciato un sasso nello stagno senza essere prevaricatore ma serve una proposta basata su dati tecnici. In vista dell’imminente inizio della discussione sulla Legge 23, ho chiesto alla Direzione al Welfare di avere un report che possa sostenerci nelle scelte” precisa.

“Serve però compattezza istituzionale – conclude Emanuele Monti – e non servono gli ultras del tenere aperto o chiuso il presidio perché non è questo il tema. Il futuro si chiama Recovery Fund e trovo, nelle prime azioni del nuovo Governo, la volontà di potenziare la sanità pubblica in maniera concreta”.

7 Commenti

  1. Monti non trovate la scusa degli anestesisti, in 25 anni avete distrutto la sanità pubblica in favore di quella privata

  2. Ma signor Monti lei è dottor Jekyll o mister Hyde? le sarei grato se mi risolvesse questo dubbio…
    prima di sentirvi dire che è colpa mia
    #capolinea

  3. E soprattutto , posto che il problema è il numero assoluto di anestesisti , il signor Monti fa finta di dimenticare che il problema non sono le scuole di specializzazione , ma i finanziamenti e le borse di studio per gli specializzandi, di cui solo una parte è a carico dello Stato , l’altra è a carico delle Regioni che dovrebbero finanziarne un numero congruo alle proprie esigenze. Quindi è evidente che la carenza sul numero assoluto a disposizione della Regione Lombardia è in gran parte responsabilità della Regione. Dopodiché a livello di presidio territoriale , il problema è dalla destinazione all’interno del AST del personale , e quello deriva dalle nomine fatte dalla sanità regionale che hanno oggettivamente privilegiato altri poli rispetto a Saronno , quindi il tentativo di scaricabarile di Monti si scontra con la realtà dei fatti e delle responsabilità delle scelte.

  4. Chiedo, il Sig. MONTI quando é arrivato da Marte?
    Se pensa di fare 2 domande, risolvendo i problemi della sanità Lombarda dopo anni di tagli fatti dai suoi amici/ compagni di partito.

  5. Spostare reparti da saronno a busto non è stato un problema, non si capisce perché il contrario sia impossibile. Certo che se volete fare un grande ospedale a busto con le risorse dell’ospedale di saronno ditelo subito e ne terrò conto quando si voterà la prossima volta.

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