MILANO – Parola alla difesa, oggi, al processo di appello a Leonardo Cazzaniga, il medico “veterano” del pronto soccorso dell’ospedale di Saronno, che era stato arrestato dai carabinieri per una serie di morti in corsia, e condannato all’ergastolo al processo di primo grado. A Milano l’appello, con l’avvocato Andrea Pezzangora, legale di Cazzaniga, che ha ribadito quella che è sempre stata la posizione del suo assistito. Ovvero che la morte dei pazienti a lui affidati (10 gli omicidi in reparto che gli sono stati contestati) sarebbe stata causata dalle patologie di cui soffrivano e che da parte del medico sarebbero state praticate solo cure palliative e contro il dolore.

Per l’accusa avrebbe invece volutamente prescritto dei cocktail di farmaci, sedativi che si erano rivelati letali per i pazienti, secondo la difesa però tutto sarebbe stato “trasparente”, tanto che tali prescrizioni erano state messe per iscritto. Da parte della difesa, con l’avvocato Pezzangora anche il collega Ennio Buffoli, la richiesta ai giudici è stata quella della “assoluzione perchè il fatto non sussiste o per la mancanza di prove”.

Cazzaniga era stato arrestato dai carabinieri e poi è stato condannato all’ergastolo per 12 omicidi, 10 fra i suoi pazienti (per episodi avvenuti in reparto, fra il 2011 ed il 2014) ed altri due, suocero e marito dell’ex amante. L’accusa è di avere somministrato loro farmaci che li avevano uccisi. Secondo lui, il trattamento doveva solo servire a ridurre le sofferenze di persone comunque in fin di vita.

Recentemente la Corte di Appello aveva confermato una condanna a 30 anni di carcere per l’ex amante di Cazzaniga, Laura Taroni, di Lomazzo, accusata della morte del marito e della madre.

17032021