SARONNO – Per il secondo anno consecutivo, la Festa del Voto si è celebrata diverso rispetto alla tradizion. Da 444 anni Saronno rinnova il suo Voto alla Madonna del Santuario, ma in tempi di Covid i fedeli non hanno potuto riunirsi nella consueta processione verso il santuario, o assistere tutti insieme alla messa. Ma stavolta almeno è stato possibile fare entrare un centinaio di fedeli, quelli che oggi si sono riuniti, alle 16, nel Santuario saronnese della Beata vergine, tutti distanziati secondo le norme anti-contagio e indossando la mascherina. In prima fila il sindaco Augusto Airoldi, accompagnato dai suoi collaboratori: ha assistito al rito officiato dal prevosto monsignor Armando Cattaneo ed il vicario generale della diocesi di Milano, monsignor Franco Agnesi.

“Abbiamo bisogno di essere liberati da questa nuova peste – ha ricordato il prevosto – è dal 1577 che la città di Saronno compie il gesto del Voto ed è la seconda volta che avviene durante questa nuova peste, la pandemia per il Coronavirus. Abbiamo davvero necessità di chiedere a Maria di liberare la città di Saronno, di liberare la diocesi di Milano ed il mondo intero”. “L’anno scorso – ricorda don Armando parlando alla comunità – non era stato neppure possibile celebrare la messa alla presenza dei saronnesi. Lo avevamo fatto con l’arcivescovo Mario Delpini; quest’anno la gioia di celebrare la messa con il suo vicario generale. Gli siamo grati per il fatto che abbiamo voluto vivere con noi questo momento: don Franco era stato vicerettore dal seminario di Saronno 1974 al 1980, e conosce la nostra città; lo sentiamo come uno di casa nostra”.

“Un saluto – ha continuato don Armando – al sindaco Airoldi che per la prima volta compie in qualità di primo cittadino questo gesto, al presidente del consiglio Pierluigi Gilli, agli assessori e consiglieri comunali che sono qui, al comandante della polizia locale, Giuseppe Sala; a quello della locale Compagnia carabinieri, capitano Fortunato Suriano ed alla Guardia di finanza; alle crocerossine ed tutti i cittadini presenti”.

E’ stato, durante la cerimonia solenne, il sindaco Augusti Airoldi a consegnare un grande cero all’altare del Santuario.

Dopo 444 anni, il Voto ha ancora un significato attuale per i saronnesi e i fedeli, come monsignor Agnesi ha spiegato nell’omelia. “Cosa significa oggi il Voto? Abbiamo vissuto e stiamo vivendo momenti difficili, ma con tanti segnali di speranza, di solidarietà e amore, anche dalle persone più semplici e umili. Arriva quindi anche una pasqua che può avere quest’anno un valore diverso, con tutte le difficoltà che ci sono”. “Fate buon uso del tempo anche se i giorni sono “cattivi” – così monsignor Agnesi invita i saronnesi ad affrontare questi momenti difficili – Qualcosa che sembrava impossibile ci venisse a toccare, invece ci ha toccato tutti così da vicino”. La celebrazione si è conclusa con una preghiera del prevosto Cattaneo, composta lo scorso anno proprio in occasione della Festa del Voto, in cui ci si rivolge alla “Madonna in tempo di contagi”.