ORIGGIO – Alle 7 del mattino erano già davanti al polo logistico di Origgio: striscioni, bandiere e tanta voglia di rivendicare i propri diritti e una tutela per un lavoro davvero massacrante.

Sono i lavoratori della filiera Amazon che oggi per 24 ore hanno incrociato le braccia aderendo allo sciopero proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti. Per la presenza anche di numerosi lavoratori somministrati lo sciopero è organizzato anche da Nidil Cgil, FeLSA Cisl, UILTemp.

“Siamo esseri umani non macchine – commenta Alessio – non abbiamo mai tregua nel corso nelle ore di lavoro. Siamo chiamati da fare tra i 130 e 140 stop. E’ davvero difficile anche perchè spesso sono gli stessi clienti ad non essere rapidi nel ritiro e quindi bisogna correre per recuperare”. Diverse anche le rivendicazioni legate alla pandemia: “Durante l’emergenza covid abbiamo garantito un servizio indispensabile ma ci servono misure sicurezza e tutele”.

Istanze rinvedicate anche dai sindacati come riassume Luigi Tabarro di Filt Cgil: “Quello di oggi è uno sciopero che ha avuto una forte adesione, molto sentito e che riguarda tutti lavoratori della filiera. Trattiamo argomenti molto sentiti come il garantire la  stabilità lavorativa anche con la clausola sociale che, in caso di cambio d’appalto, assicura che il posto di lavoro sia sempre assicurato”. Intorno al polo di Origgio gravitano tra i 300 e i 400 lavoratori: “E’ un centro storico dove ci sono state prime battaglie già nel 2017. I dipendenti diretti di Amazon sono un centinaio. Gli altri sono legati alla distribuzione con aziende in appalto che continuano a cambiare con il rischio per molti lavoratori di restare a piedi”.

“Siamo soddisfatti dell’adesione – spiega Marzia Pulvirenti Cgil Varese – rivendichiamo rapporti stabili e duraturi e uno stop ai carichi di lavoro attuali che sono inaccettabili. Senza contare che i contratti così ridotti che non danno nessun sicurezza e serenità ai dipendenti”

1 commento

  1. E’ il turbo-capitalismo bellezza, senza riguardi per l’uomo e che soddisfa la brama di risparmio del popolo bue che pensa di risparmiare 1€ sulla pelle dei poveri driver supersfruttati

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