di EZIO MOTTERLE
A forza di ridimensionare desideri e spazi di libertà sull’onda delle restrizioni da pandemia, finiremo per ritenere un successo anche aver ridotto, nella scorsa notte, la durata del coprifuoco, semplicemente per effetto dell’ora legale che ha accelerato la corsa delle lancette. Banale vittoria di Pirro, certo, meglio comunque dell’ennesima sconfitta. Tempo di magre consolazioni, indotte da una galoppante crisi economica e psicologica. Ragazzi che sognano un banco, un bacio, un caffè. Famiglie stravolte nei loro ritmi consolidati di vita. Anziani sempre più soli e isolati. Nulla intanto che lasci intravedere il rapido ritorno a una qualche antica normalità. Pasqua ormai da trascorrere con i tuoi, impossibile con chi vuoi e soprattutto dove vuoi. Confini chiusi, laghi e colli proibitissimi, impossibile ultima spiaggia per il Varesotto rifiorito con la primavera, disperati tentativi di programmare qualcosa che giustifichi almeno la festa, supermercati intanto lì ad accogliere ogni giorno il massimo dello spostamento ordinario possibile per soggetti ormai confinati tra le mura domestiche, salvo eccezioni da valutare con cura, lavoro salute o necessità, per non rischiare di violare le norme. Comincia domani una settimana santa davvero martirizzante anche per lo spirito, partecipata ormai troppo da remoto, privata di contatti reali cui mai in passato s’era dovuto rinunciare. Tutto è diventato ormai virtuale, limitato, sempre più preoccupante. Spostamenti proibiti, viaggi nemmeno a parlarne. Vite – lavoro a parte – spese tra divani e terrazzi, serate – ora oltretutto sempre più luminose – sottratte alla spesso anche minima fruizione reale, sotto un bombardamento mediatico immutabile e costante da mesi sulla problematica lotta al virus. E così l’ora “sottratta” (una tantum come è ovvio) stanotte al coprifuoco finisce per rappresentare sul piano simbolico una insperata benchè ininfluente conquista. Sperando che non la si debba “restituire” tra sette mesi in presenza dell’ennesima ondata pandemica. Va da sè che se la misura definita del coprifuoco avrà resistito anche oltre l’estate, lo stop notturno durerà la prossima volta un’ora in più. E all’orizzonte, in tutti i sensi, ci sarà di nuovo l’inverno.