di EZIO MOTTERLE
Nel quadro desolante di un’economia pesantemente colpita dall’effetto pandemia, spunta nel Varesotto un dato confortante, che documenta la forte tenuta di un settore industriale da sempre trainante per il territorio. L’industria metalmeccanica mantiene infatti saldamente il suo ruolo chiave: il dato sull’utilizzo degli impianti, evidenziato dall’indagine congiunturale dell’Unione industriali della provincia, segnala che l’attività di lavoro nel quarto trimestre 2020 è stata pari all’80,8%: un livello rimasto praticamente invariato, anzi leggermente superiore rispetto allo stesso periodo pre-covid dell’anno precedente (80,6%). Lo scenario sull’andamento produttivo è stato delineato nell’assemblea di settore (423 imprese meccaniche, siderurgiche, metallurgiche e fonderie, il 38,8% di quelle associate) tenutasi in modalità digitale. La produzione metalmeccanica dunque sta riuscendo ad arginare la crisi generale scatenata dalla pandemia molto meglio di altre attività economiche, anche manifatturiere. Per quanto riguarda la produzione, il 63% delle aziende ne ha registrato un aumento, il 30,4% ha segnato livelli stabili, mentre solo il 6,6% ha dovuto fare i conti con un calo. Nei prossimi mesi è prevista un’ulteriore ripresa, anche se c’è un problema crescente che sta creando preoccupazione nel sistema produttivo anche locale: la carenza di materie prime e l’aumento dei loro costi. Se però l’ultimo trimestre 2020 si è chiuso con una produzione in aumento, restano problemi evidenti come il bilancio finale delle ore di cassa integrazione aumentate di oltre l’800% rispetto al 2019. Luci e ombre anche sul fronte dei mercati esteri, con una riduzione delle esportazioni del 7,5% e dell’import dell’8,7%. Tutti i comparti hanno registrato una contrazione delle esportazioni, ad eccezione di apparecchi elettronici (+8,11%) e mezzi di trasporto (+1,36%), sinonimo per Varese della prestigiosa produzione aerospaziale. Obiettivo ora consolidare il trend positivo e recuperare competitività, utilizzando anche l’applicazione del nuovo contratto collettivo. Nel segno di un’industria pronta a sostenere la ripresa che segnerà la fine dell’emergenza. Si spera presto.