SARONNO – In corso Italia, in piazza Aviatori d’Italia nella zona della stazione e della biblioteca sono le zone in cui sono stati posizionati i manifesti anarchici che annunciano l’appuntamento di domenica 25 aprile alle 10 in occasione dell’anniversario della Liberazione.

“Libertarci oggi è necessario come ieri” spiega il manifesto rosso e nero che spiega l’iniziativa come necessaria “affinchè il 25 aprile non sia solo una ricorrenza, ma dia una nuova linfa e un nuovo slancio alle lotte di ieri, di oggi e di domani”.

I manifesti erano già stati distribuiti, sotto forma di volantino qualche settimana fa, spiegano con una lunga nota le motivazione dell’iniziativa.

Ecco il testo integrale

Ci apprestiamo a vivere il secondo 25 aprile dall’inizio della pandemia.
È una giornata importante, non solo per il valore legato alla resistenza partigiana e alla liberazione dal fascismo, ma anche perchè negli anni è stata un’occasione per tante persone di organizzarsi per scendere in piazza, tentando di volta in volta di attualizzare il concetto di liberazione al momento storico, cercando di tenere viva la memoria nelle lotte di oggi.
In questo anno abbondante le nostre vite sono state stravolte, ognuno di noi ha subito gli effetti della pandemia e della gestione che ne è stata fatta sotto svariati aspetti: dalle condizioni lavorative sempre più precarie all’isolamento forzato, dalla mancanza dei propri affetti alla privazione di qualsiasi momento di socialità.
Tutto questo pervaso dalla costante narrazione mediatica di un Paese in guerra contro un nemico esterno, per battere il quale è necessario sacrificare la propria libertà affidandosi ciecamente alle direttive di chi governa, come se nessuno fosse in grado di scegliere come tutelare se stesso e gli altri.
Pensiamo che i provvedimenti dell’ultimo anno non abbiano a cuore la salute collettiva, bensì il profitto (di pochi).
Il modello di sanità che si è imposto negli ultimi decenni ha mostrato i suoi limiti, come anche il sistema scolastico che inoltre è stato usato come banco di prova per accelerare un accesso all’istruzione sempre più classista; il tempo delle nostre vite è stato suddiviso in momenti indispensabili, ovvero che creano profitto e momenti invece sacrificabili, cioè quelli in cui le persone, finalmente libere dal lavoro, parlano, si incontrano, socializzano, prendono una boccata d’aria.
Per non parlare delle persone considerate sacrificabili: i lavoratori perché necessari ad ogni costo, le persone bollate “improduttive” come anziani, bambini, persone disabili; i detenuti: 14 persone sono state uccise e molti altri massacrati di botte nelle carceri quando nella primavera scorsa si sono ribellati per le condizioni a cui sono costretti quotidianamente, aggravate dal Covid.
Non solo: su tutto il territorio nazionale sono in vigore misure di limitazione alle libertà personali, prima fra tutte il coprifuoco seguita dai divieti sugli spostamenti.
Il messaggio è chiaro: anche se in zona rossa le nostre strade sono tornate trafficate, l’aria inquinata e ci affatichiamo a lavorare, ci vogliono costretti a rincasare non appena abbiamo contribuito al nostro dovere.
A fronte di tutto ciò, siamo sicuri che ognuno di noi abbia almeno un motivo per essere in
piazza in questo 25 aprile.
In questi mesi non sono mancati numerosi tentativi di opposizione e lotta in ogni ambito; le tensioni e l’esasperazione vissuta in questo anno, ha portato anche a veri e propri momenti di rivolta generalizzata in alcune città italiane, moti di protesta contro le condizioni cui siamo sottoposti.
Sotto molti carceri poi ci sono stati saluti e presidi in solidarietà ai detenuti.
Siamo contenti di vedere che anche nel piccolo del territorio intorno a noi varie realtà e individui hanno continuato in questo anno a incontrarsi e organizzarsi, ognuno a suo modo, per affrontare in modo concreto la quotidianità: campagne di sensibilizzazione su vari temi legati alla gestione della pandemia, manifestazioni e biciclettate, iniziative a favore di una diversa idea di salute e cura, iniziative di solidarietà attiva come una colletta alimentare attiva dall’autunno, la sistemazione di uno spazio pubblico abbandonato -il campetto da basket di via Leonardo da Vinci- e la proposta di iniziative di socialità, culturali, momenti di confronto e di svago liberi e aperti a tutti; sempre vicino a noi i picchetti dei lavoratori di Amazon a Origgio e una serie di presidi in solidarietà ai detenuti nel carcere di Busto Arsizio.
Affinchè il 25 aprile non sia solo una ricorrenza, ma che dia nuova linfa e nuovo slancio alle lotte di ieri, di oggi e di domani, sentiamo nostra la responsabilità di scendere nuovamente in strada nel tentativo di intrecciare le esperienze di chi quotidianamente si batte per il superamento della miseria che siamo abituati a vivere.
Liberarci è necessario. Ieri come oggi.

12 Commenti

  1. Liberiamoci! Si …. sarebbe ora! Ma da questi pseudo anarchici con lo smartphone in tasca e le scarpe di marca…..

  2. I soliti idioti!
    Imbrattano muri dai volantini alle scritte…complimenti! Finché vi comportate così non otterrete nulla se non il disgusto di tutti.

    Ridicoli.

  3. Domanda: AIROLDI DOVE SONO I CONTROLLI ???? Possibile che a questi teppisti sia tutto concesso senza che nessuno muova un dito per persegurli. come al solito lasciamo spazio ai teppisti/delinquenti
    tanto chi ci rimette é solo la cittadinanza.
    AMMINISTRAZIONE I N T E R V E N I T E !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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