SARONNO – “L’utilizzo della mascherina è fondamentale. Il governo lo sottolinea e sappiamo tutti che è necessario portarla e non occorre dimenticarla”.

Inizia così la riflessione che l’ex assessore Maria Assunta Miglino ha condiviso sui social.

“Le mascherine previste per le scuole non piacciono perché sono inutilizzabili. Gli elastici non sono posizionabili dietro alle orecchie ma devono passare dietro la testa. Alle ragazze con i capelli lunghi scivolano giù. Inoltre non hanno l’anima in metallo per sagomarle sul naso, quindi non aderiscono e sono impossibili da usare con gli occhiali.

Anche io ho ritirato quanto era previsto in dotazione soltanto il primo mese: 4 pacchi da 10… poi, mortificata è un po’ indispettita, le ho lasciate a casa. Intanto a scuola la “montagna” di mascherine abbandonate e mai ritirate è cresciuta in ogni classe di giorno in giorno. A oggi ottocentomila sono state rimandate indietro perché i presidi non sanno più dove metterle. C’è da capirli.

Sul sito del commissario all’emergenza Covid, il generale Figliuolo, si legge che al 5 maggio “sono state consegnate quasi due miliardi di mascherine chirurgiche a più di 19mila sedi scolastiche. Per essere precisi, 1.862.679.650 pezzi”.

A oggi molti dirigenti hanno chiamato la struttura del commissario e si sono raccomandati: “Non abbiamo più posto, per favore, riprendetevele”.

Anche perché il materiale è infiammabile, ci sono limiti precisi allo stoccaggio. E poi le scuole non hanno grandi magazzini a disposizione. Moltissimi dirigenti segnalano il fatto che i ragazzi non le vogliono: 8 su 10 le rifiutano. L’assurdo è che si è continuato a distribuirle anche quando i ragazzi erano a casa. Il contratto siglato da Domenico Arcuri a luglio 2020, che scade a settembre 2021, non si è mai fermato perché non prevede sospensioni. Così la produzione non si è mai interrotta, nemmeno con la dad.

Alla fine ogni pezzo viene a costare 8,3 centesimi. Quindi abbiamo già superato i 154 milioni di euro.
Che dire? Oltre alle sedie con le rotelle anche le mascherine sono un esempio di spreco inaccettabile.
N.B. Se c’è qualcuno interessato ai miei 4 pacchi di mascherine mi contatti..

08052021

8 Commenti

  1. E si meglio i milioni di euro buttati da Regione Lombardia per le famose mascherine pannolino!
    Oggi stipate nei magazzini ad ammuffire, perche’ quello schifo nessuno lo ha usato!
    Meglio la pagliuzza o la trave che sta nei vostri occhi?

  2. Miglino provi a vedere se le mascherine ve le produce Armani o Dolce e Gabbana!
    Se no ci sono quelle pannolino nei magazzini di Fontana!

  3. Concordo con l’inutilità di tali mascherine… il primo pacco che mio figlio ha ricevuto indicava la taglia dai 6 ai 10 anni. Risultato? Erano grandi x i piccoli e piccole x i grandi.
    Chiediamo spiegazioni a chi ha autorizzato modelli e taglie… qualcuno avrà sicuramente firmato qualche foglio.

  4. Concordo anche se poi le stesse persone che oggi gridano allo scandalo avrebbero urlato se le mascherine non fossero state a sufficienza…. Film già visto dal titolo “personaggiucoli”

  5. i ragazzi che le rifiutano rispediteli a casa e non fateli entrare in classe o se li portino da casa. se quelle sono quelle si usano senza tante storie. e se poi vogliamo dirla tutta come erano le mascherine comprate dai sui amici fontana/gallera?

  6. Datele a chi ha bisogno.
    È scomoda ma mio figlio la indossa lo stesso, non vado mica a comprare altre mascherine.
    Si poteva anche protestare prima, adesso è tardi e non usarle sarebbe ancora di più uno spreco.
    Si possono modificare tagliando l’elastico ma non buttiamole.

  7. Anche regione Lombardia aveva fatto fare “mascherine pannolino” scomodissime. Io ne conservo una insieme alla tessera elettorale: mi serve per quando andrò a votare (come un nodo al fazzoletto per non dimenticare)

Comments are closed.