SARONNO – “Una nuova proposta che va al di là della festa patronale, un piccolo progetto che proseguirà nel tempo, che ci riporta alle radici della nostra comunità e dei suoi valori fondanti”.

Così sull’informatore parrocchiale della chiesa di San Giuseppe viene lanciato l’invito ai saronnesi a contribuire all’iniziativa che unisce storia e condivisione: “C’era una volta la comunità San Giuseppe e c’è ancora, con il tempo è cresciuta. Dobbiamo ricordare come eravamo per capire chi siamo. Quale parola portiamo avanti? Il messaggio è sempre lo stesso, ma le voci si sono rinnovate.

Una comunità corale che cammina e cresce e partecipa con piccoli e grandi gesti che possono sembrare poca cosa, ma insieme diventano sinfonia, e allora canta comunità, unisci i tuoi ricordi le tue testimonianze. E partecipa a scrivere la storia della parrocchia.

Se hai una fotografia, un ricordo, un oggetto, fai arrivare il tuo gesto, vogliamo raccontare una storia importante, fatta di persone che vanno e altre che arrivano, intorno ad un quartiere iniziato come sfida, con i carretti e una baracca per celebrare, ma era già chiesa, era già fede. Aiutaci se senti di avere qualcosa da dire questa pagina è anche per te vogliamo scriverla bene, la comunità si racconta presta la tua voce. L’iniziativa nasce dal desiderio di fare tesoro di alcune testimonianze, dei video
in bianco e nero che tracciano un percorso iniziato tanto tempo fa e mai interrotto. Se oggi la comunità è viva, solidale è il frutto di un percorso iniziato da tempo e che deve essere curato, come ci si prende cura delle cose belle.

La cura è alla base dell’attenzione delle piccole e grandi cose. La cura delle persone e delle cose che fanno parte della chiesa, ed è per questo motivo che si è deciso di restaurare la statua di San Giuseppe presente nella chiesa, una scultura lignea che necessita di un intervento conservativo”.

Per raccogliere il materiale scritto, fotografico o filmato che può contribuire a “raccontare la
nostra storia” è possibile inviare una mail a [email protected]

6 Commenti

  1. ai marciapiedi tutti rotti e agli spacciatori straconosciuti agli angoli delle strade, ai parchi lasciati allo sbando e alla viabilità da malati di mente. Benvenuti al Matteotti. Serbatoio di promesse mancate e utopie politiche. Ma non da oggi, da trent’anni. Firmato Saronnese DOC.

    • Le pecore nere esistono da sempre e vivono dappertutto, quindi anche al Matteotti. Probabilmente non vedi oltre la punta del naso e non sei ben informato ,quindi ti aggiorno un pochino . Dal quartiere Matteotti sono anche nati , cresciuti ad esempio un bravissimo pilota di aerei di linea, un grande musicista nonché insegnante di musica , un cardiologo molto ben voluto in ospedale. Corre voce anche che in passato , quando non era conosciuto nel mondo musicale , cantava e suonava con altri 3 ragazzi un certo Ron …… Ci sono stati anche dei bravi ingegneri , ma forse perdo tempo e tu , continua a vedere solo i disastri e non fare mai nulla per migliorare la tua e l’altrui esistenza.

  2. Per fortuna nell’ ebraismo e nell’ islam la pratica di raffigurazione umana del sacro è vietata. Ed in Giappone le struttura in legno dei templi una volta consunte le rifanno nuove ma con lo stile originale. Solo noi adoriamo statute e le manuteniamo come se fossero dio in persona

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