SARONNO – Una serie di protocolli studiati ad hoc per garantire una riapertura ai familiari senza esporre i pazienti al rischio di un contagio. E’ la scelta fatta dalla casa di riposo intercomunale Focris che nelle ultime due settimane ha riaperto le porte ai parenti dei degenti con regole stringenti.

“La copertura del vaccino sommata al fatto che non tutti gli ospiti possono essere vaccinati ci lascia un certo margine di vulnerabilità – spiega Tommaso Mascarello presidente del Cda – la nostra sfida è riaprire le porte agli affetti senza dimenticare la sicurezza”.

Due i percorsi: una stanza per le visite allestita nella cappella con una parete in plexyglass e una soluzione per eventi più particolari (compleanni e anniversari di matrimonio). In queste circostanze è possibile che i parenti entrino in struttura con un protocollo sicuro che vede un piccolo numero di parenti vaccinati e con tampone appena eseguito incontrare il familiare in cortile o in giardino dove resta sempre un addetto per controllare il rispetto delle regole.

Due soluzioni che mettono la Focris in prima fila tra le rsa lombarde che hanno trovato soluzioni per riaprire.

Una disponibilità apprezzatissima dalle famiglie visto che le visite nella stanza sono già state una sessantina (di mezz’ora l’una con tempi di sanificazione tra i diversi ingressi). Partite anche le prime visite speciali in struttura: c’è stata una famiglia che ha portato un gruppo di archi a suonare nel cortile. “Le visite sono uno sforzo organizzativo notevole per una realtà che con 60 lavoratori gestisce cento degenti – conclude Mascarello – ma se la sicurezza è la priorità gli affetti e la qualità della vita non devono essere dimenticati o trascurati”.