SARONNO – Domani sera lunedì 17 maggio alle 21, in una videoconferenza su Zoom, il circolo della Bussola, in collaborazione con l’Associazione La Dimora e l’Associazione Paolo Maruti propongono un incontro per la presentazione del volume “Un’azalea in via Fani” (ed. San Paolo) di Angelo Picariello, giornalista di Avvenire.

Il libro, che ripercorre gli anni di piombo – dalla strage di piazza Fontana a Milano al rapimento e uccisione di Aldo Moro, dall’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi alla bomba fatta esplodere a piazza della Loggia a Brescia –, non solo offre una dettagliata e ben documentata storia delle pagine più nere del terrorismo in Italia, ma porta alla ribalta soprattutto l’umanità dei protagonisti, vittime e carnefici: nomi ancora oggi noti accanto ad altri che occuparono per poco tempo le cronache di quegli anni e che ora sono ormai dimenticati.
Infatti, dopo i processi, le sentenze e le condanne, Picariello ha continuato la sua indagine, ha raccolto e raccontato i rapporti, allora impensabili, fioriti nel tempo e che hanno fatto incontrare mogli, figli e figlie delle vittime con coloro che li resero tali. Incontri dai quali iniziarono faticosi percorsi di pentimento, alcuni dei quali sono sbocciati in gesti di riconciliazione, anche pubblici, e nel rinnovamento di vite che a tutti sembravano ormai “maledette”.

Assieme all’autore parteciperanno all’incontro, coordinato da Lucio Bergamaschi direttore de Il Quotidiano Indipendente, alcune persone che hanno attraversato a vario titolo il nostro territorio nei loro percorsi: don Enrico Perlato, saronnese di nascita, a lungo educatore presso il Centro Salesiano di Arese, ora parroco e incaricato regionale per il sevizio della pastorale giovanile della Sardegna; Franco Bonisoli ex brigatista di primo piano e poi animatore del gruppo dell’incontro vittime-ex della lotta armata, il quale durante e dopo il carcere proprio dai Salesiani di Arese si è “ricostruito” e al cui gesto si deve il titolo del libro: infatti, il 1° maggio 2013, a 35 anni dall’attentato, in gran segreto volle lasciare un’azalea proprio lì dove
prese parte all’uccisione degli agenti della scorta di Moro. Verranno ricordati anche i due fratelli Salesiani, don Luigi e don Piero Melesi, che
hanno esercitato la loro missione proprio nelle carceri, favorendo in modi diversi questi percorsi di riconciliazione, e hanno lasciato eredità importanti, come il movimento di volontariato “Operazione Mato Grosso” presente anche a Saronno.

“Storie di amicizia per ricostruire”, dice il sottotitolo, evocando l’attualità di storie di cui anche oggi si sente grande bisogno per ricucire un Paese diviso, non più dalla lotta armata, ma – forse ancora più profondamente – da fossati ideologici e culturali