SARONNO – Inizieranno la prossima settimana i lavori di manutenzione straordinaria dell’infrastruttura ferroviaria sulla tratta Saronno-Como di Ferrovienord. Gli stessi interventi sono attualmente in corso, e proseguiranno nei prossimi mesi, anche sulla tratta Bovisa-Saronno e Saronno-Malnate. Le attività vengono svolte prevalentemente in orario notturno per non interferire con la normale circolazione ferroviaria.

Si tratta in particolare di lavori risanamento dell’armamento ferroviario che prevedono la sostituzione del pietrisco grazie alla macchina risanatrice della massicciata che impegna circa 15 persone a notte e sostituisce fino a circa 250 metri di massicciata a notte. L’intervento, che fa parte appunto delle attività di manutenzione straordinaria, viene svolto in media ogni venti anni. Tale attività serve a garantire l’efficienza e le potenzialità della rete a vantaggio di tutti i viaggiatori, e a migliorare la sicurezza.

Il cantiere logistico delle operazioni, punto di partenza e rientro quotidiano delle squadre e dei mezzi di lavorazione, è Saronno ovest (tra Saronno e Rescaldina). Ferrovienord adotta tutte le misure possibili per contenere rumori e polveri e arrecare il minor disturbo possibile alla popolazione residente nelle tratte interessate dai lavori. Per eventuali segnalazioni è sempre disponibile il canale dedicato sul sito internet aziendale.

https://www.ferrovienord.it/it/segnalazioni

Controllata al 100% da Fnm, Ferrovienord gestisce in Lombardia 331 chilometri di rete e 124 stazioni dislocate su cinque linee nelle province di Milano, Brescia, Como, Monza e Brianza, Novara e Varese. Sulla rete Ferrovienord circolano 900 treni e viaggiano 200.000 passeggeri al giorno. Accanto all’attività finalizzata alla circolazione dei treni, Ferrovienord si occupa della gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria della rete, del suo adeguamento, dell’attivazione di nuovi impianti e dell’assistenza ai lavori di potenziamento.

10072021

5 Commenti

  1. Ma a voi sembra normale che per percorrere 26 km occorrano 40/45 minuti?!?!?! Un tempo doppio rispetto al percorso Saronno-Cadorna?!?! Si obbligano tutti i lavoratori ad utilizzare la propria auto per dirigersi a Como

    • dipende da cosa prende a paragone. la linea Saronno-Cadorna offre treni diretti (una sola fermata) e treni locali, che fermano in tutte le stazioni. si potrebbe discutere sulle frequenze, ma Saronno gode della convergenza di più linee, per quello nella tratta Saronno-Milano ne circolano tanti…

  2. Come già accennato ci attendiamo una preventiva valutazione ambientale da parte degli Assessorati competenti del Comune di Saronno e dall’Arpa nonché un monitoraggio costante da parte degli stessi. Il rumore notturno oltre i limiti e le polveri da pietrisco che in passato contenevano amianto non possono essere umanamente sopportati. Alcune domande forse non banali : 1) perché queste attività non vengono svolte in periodi dell’anno in cui le finestre rimangono chiuse ? 2) perché si pensa di ampliare le attività di officina di Ferrovie Nord in piena città quando queste vengono decentrate in tutte le altre ? Grazie

    • per la domanda 1, mi sento di credere che facciano queste attività quando il traffico sulla linea è minore, quindi durante il periodo estivo. Credo che anche agli addetti ai lavori n on faccia piacere lavorare all’aperto sotto la canicola.
      punto 2, credo che FNM abbia un polo in Bovisa ed uno in Saronno. la sede storica era oltre piazza Cadorna, abbondantemente dismessa lustri orsono

  3. @lisander, evitando inutili querelle personali , credo che dalle 22 in poi il numero dei treni sia in tutti i mesi dell’anno assolutamente esiguo e , con il dovuto rispetto della ventina di lavoratori coinvolti, terrei presente le esigenze di almeno qualche centinaio di persone, anch’esse lavoratrici, che alla mattina si alza per andare a lavorare, con il desiderio di riposare, soprattutto d’estate quando molte finestre, anche di notte, sono aperte. Per il secondo punto, anche le recenti scelte del Comune di Milano, confermano che le attività industriali, soprattutto se rumorose ed inquinanti, vanno poste fuori dai centri abitanti. E’ singolare la scelta di andare in senso contrario.

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