di EZIO MOTTERLE
Ci mancava anche l’incertezza meteo a rendere più confusa un’estate già complicata per l’effetto pandemia. Dal caldo afoso ai nubifragi il passo ormai è breve, con temperature che schizzano su e giù tra fenomeni estremi che a stento si identificano con le medie stagionali, quelle ancorate al tempo in cui bastava il profumo del fieno a rassicurare che tutto filasse liscio, come sempre. Ma alla fine ogni clima diventa compatibile con l’esigenza urgente di una pausa in qualche modo rigenerante, e allora appena si può comunque si parte. Fioccano prenotazioni anche in extremis, molte mete registrano da tempo il tutto esaurito, pronto il green pass anche se spesso non basta per varcare liberamente i confini, restano incognite su verifiche e tracciamenti spesso dietro l’angolo. Prudenti anche le rituali e beneauguranti statistiche sul numero di turisti felicemente in partenza, su dove andranno e quanto spenderanno. Variante delta in espansione e norme adattate di continuo per fronteggiare il virus hanno consumato ormai mezza estate (oggi comincia il mese d’agosto), mentre l’anomalia meteo non aiuta a decidere quale sia la soluzione migliore al problema ferie. Molti partono, certamente, l’80% verso il mare, soltanto una minoranza davvero sparuta punta su mete straniere, ancora in balia di possibili e poco prevedibili restrizioni, vedansi le avvertenze diffuse dal governo sui viaggi all’estero. Difficile comunque rinunciare all’agognatissima vacanza, gli operatori turistici rassicurano gli utenti cercando di soddisfare le esigenze di tutti. Si parte, va bene, si parte. Col rischio però che fra desideri e contrattempi gli sguardi siano di fatto già indirizzati a settembre, verso una ripresa che di incognite ne annuncia sicuramente un’altra raffica, sui vari fronti della difficile ripresa, senza che all’orizzonte ci sia più la sospirata apertura di un colorato ombrellone. Visto da Varese, l’antidoto per chi alla fine ha deciso di restare si chiama anzitutto gita al lago o escursione nel verde. Le occasioni non mancano, senza bisogno di compilare moduli o declinare generalità, rifuggendo da luoghi affollati e rischi d’altro genere, ma godendo comunque di qualche ora/giorno di provvidenziale relax a poca distanza da casa. Fermiamoci qui, concediamo una pausa agostana anche a queste note. Vedremo che aria tirerà all’inizio del prossimo mese. Con l’autunno ormai alle porte e l’estate, ahimé, nuovamente lontana.