SARONNO – Pubblichiamo la nota del saronnese don Virginio Colmegna in merito alla scomparsa di Gino Strada, fondatore, chirurgo, direttore esecutivo, l’anima di
Emergency.

La perdita di Gino Strada segna un grande vuoto e mi lascia a riflettere su tanti interrogativi. Cittadino di Sesto San Giovanni, Gino era un amico con cui avevo un legame profondo e vissuto, più che con le parole, attraverso diverse esperienze condivise di solidarietà. Perché con lui ero abituato così: fatti concreti e poche parole. Mi ritrovavo molto in questo suo stile.

La sua perdita mi interroga innanzitutto sulla sua passione. Il suo perentorio no alla guerra, con quella radicalità forte e quello slancio così umano, ha sempre sovvertito i classici schemi, razionali, che cercano di inquadrare le persone e gli avvenimenti. I suoi erano no impetuosi, non ideologici, ma con l’intensità di una persona che vuole, esige, fatti concreti. Penso a tutte le sue “imprese”, gli ospedali, l’Afghanistan, le guerre dimenticate.

La sua perdita mi fa poi riflettere su quella straordinaria cultura di volontariato di cui era portatore e che, anche qui, non si può ricondurre nei soliti schemi politici. La sua è una perdita immensa, che dovrebbe riconoscere anche chi non era d’accordo con alcune sue idee.

Io, da credente, scorgevo in lui una sorta di fede nell’umanità, che era capace di alimentare con la fantasia, le invenzioni, la determinazione di ricercare sempre, inderogabilmente, la pace e il rifiuto della guerra.

don Virginio Colmegna