SARONNO – “Apprendiamo da un comunicato dell’Istituzione Zerbi che in 2 scuole primarie su 6 non sarà garantito il servizio di pre e post scuola ed in una terza non sarà garantito il post scuola. Questo a causa del mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti, stabilito in 10 studenti. Stupisce il fatto che le preiscrizioni siano state raccolte tra il 7 e il 25 giugno e che la comunicazione ai genitori arrivi solo il 16 settembre, a scuole iniziate da quasi una settimana, ma, come nostro costume, vogliamo provare ad andare oltre la facile polemica politica”.

Inizia così la nota di Azione che riporta sotto i riflettori il tema dei servizi pre e post scuola non attivati in città.

Azione parte da un’analisi della situazione: “Partiamo dal presupposto che il servizio in questi istituti scolastici manca già da 19 mesi, dall’inizio della pandemia e che prima della pandemia, per le informazioni in nostro possesso, raggiungeva adesioni in numero ben superiore.

Inoltre, valutando l’andamento della pandemia e gli ultimi atti del Governo nazionale, andiamo incontro nei prossimi mesi ad una sempre maggior ripresa delle attività lavorative in presenza e, pertanto, è immaginabile che la mancanza di questo servizio rischi di diventare per molte famiglie un problema via via crescente.

Di fronte a questo scenario, a nostro giudizio, un’Amministrazione attenta alle problematiche sociali dovrebbe fare due cose.
In primis capire il fenomeno. Perché si sono ridotte (in alcuni casi crollati) le adesioni rispetto alla situazione pre-pandemica? Forse per la paura dei contagi? Per la qualità del servizio non reputata adeguata? A conseguenza di una crisi economica non ancora riassorbita che ha lasciato a casa molti genitori? Forse ha pesato anche una comunicazione in merito al servizio tardiva e che non ha saputo dare garanzie a genitori che si devono poter organizzare per tempo? In questa direzione sembra orientarci il fatto che, ad esempio, solo 15 giorni fa alla Vittorino da Feltre il servizio post scuola sembrava poter partire, ma all’ultimo vi sono state alcune disdette alle preadesioni. Crediamo, insomma, che prima di prendere una decisione così penalizzante come quella di non avviare il servizio si sarebbero dovute raccogliere ulteriori informazioni”

E non dimentica l’aspetto economico: “In secondo luogo, l’Amministrazione dovrebbe dare un segnale diverso, di fiducia, alle famiglie saronnesi, per aiutarle nello sforzo, che è di tutta una nazione, di rialzarsi dalla pandemia e dalla crisi economica.
Per il servizio sono richiesti 110 euro a persona a trimestre. Stiamo parlando di un contributo minimo dell’ordine di 1.100 euro (10 famiglie) per 3 mesi per scuola. Meno di 400 euro al mese per scuola. 1.200 euro al mese per 3 scuole. Veramente un Comune come Saronno non riesce a investire nel rilancio di questo servizio una cifra simile, magari rinunciando ad altre spese meno significative? Una cifra del genere giustifica che ci siano cittadini che abbiano accesso al servizio e altri no?
Noi crediamo che si sarebbe dovuto credere in questo servizio e provare a rilanciarlo dopo la pandemia, aiutando le famiglie e dando loro la certezza che l’Amministrazione è a fianco a loro”.

Insomma la richiesta è quello di un impegno più problem solving: “Se proprio non si vogliono trovare queste risorse, si potrebbero quantomeno organizzare incontri con i genitori interessati al servizio nei 3 istituti dove il servizio non sarà garantito per valutare eventuali diverse soluzioni: un aumento del contributo per famiglia (soluzione che non ci piace perché creerebbe disparità tra gli istituti, ma darebbe almeno una risposta), una rimodulazione degli orari o della sede (valutando, ad esempio, un servizio pedibus per accorpare i bambini tra diversi istituti che distano spesso a meno di 15 minuti). Non ci si può nascondere dietro il silenzio né, tantomeno, dietro a cavilli: la regola dei 10 bambini minimi non è scritta nella Costituzione e si può modificare. Lanciamo quindi un appello a Comune e Istituzione Zerbi: diamo un segnale di fiducia alle famiglie, si può ancora fare. I servizi di pre/post scuola partano in tutti gli Istituti di Saronno!”

9 Commenti

  1. Anche per il pre post scuola a Saronno il sindaco non esiste! …. fatevene una ragione anche voi.

    • Fare politica significa NON farsene una ragione e lavorare insieme all’Amministrazione per garantire un servizio adeguato ai cittadini!

  2. Per essere precisi l’istituzione Zerbi aveva riaperto le iscrizione al pre e post scuola anche dopo giugno cercando di raggiungere il numero minimo per ogni scuola.
    Comunque, le vostre proposte sono interessanti e valide, non costose, di facile e veloce applicazione.
    Forse Musaró dopo profonda e completa valutazione interverrà seguendo le vostre proposte ( ne dubito).
    Credo ci sia bisogno di una corretta valutazione dell’operato dell’istituzione Zerbi ( la nuova amministrazione chiaramente non ne ha nessuna intenzione) e conseguentemente correggere criticità e lacune amministrative, così da migliorare il servizi offerto alle famiglie. Una dei casi peggiori a mio avviso sono le tariffe del servizio mensa e il relativo regolamento. Chi è impossibilitato a pagare non ha una tariffa idonea, e ogni volta deve passare dai servizi sociali, i quali dopo lunghe procedure, offrono un aiuto economico alle famiglie in difficoltà che viene utilizzato per ripianare i debiti accumulati con l’istituzione. Spesso il comune, come dimostra l’albo pretorio, mette a disposizione altri soldi per ripianare questi debiti ( un po’ come prendere i soldi dalla tasca destra e metterli nella tasca sinistra). E pensare che tutto si basa sulla volontà di voler pagare quel servizio.
    Vi auguro buon lavoro

  3. Giusto, parlatene con l’assessore che non vuole collaborare insistendo sul numero di 10 bambini, senza fare un passo avanti!

  4. Si potrebbe lavorare insieme se solo esistesse un sindaco a Saronno.
    Come si fa a lavorare insieme a qualcuno che a Saronno per certe problematiche non esiste?
    Più volte come comitato genitori abbiamo abbiamo chiesto all’ufficio comunale preposto l’istituzione del pre post scuola, ma nessuno ci ha mai dato una risposta con una data.
    Quindi tutti noi ce ne siamo già fatti una ragione, vuoi con i nonni, vuoi con permessi, vuoi con l’aiuto di altri genitori, vuoi con la baby sitter.
    Di fatto il problema che avevamo ce lo siamo risolto in autonomia, senza il benché minimo aiuto da parte delle istituzioni.
    Da questa considerazione ci uniamo anche noi genitori dimenticati in coro di protesta: a Saronno il sindaco non prende in considerazione parecchi problemi dei cittadini, dall’ospedale, alla sicurezza, alla scuola, alla viabilità.
    Non sta facendo nulla, quindi non esiste.

  5. Molti sono ancora in smartworking e non hanno richiesto il servizio per risparmiare qualche soldo.

    Dal 15 ottobre i dipendenti pubblici rientreranno in ufficio e magari ci potrebbe essere bisogno.

    Il servizio dovrebbe essere sempre attivo e dinamico dal punto di vista della richiesta.

    Infondo a pagare sono sempre le famiglie.

  6. Eh, già. Davvero bello, questo “ritorno alla normalità”, come ebbe a dire un ben noto personaggio della politica saronnese. Doveva essere un’inversione di rotta totale rispetto all’amministrazione Fagioli e ai suoi “anni bui” (sic!), invece assistiamo ad un immobilismo generale. Airoldi, va’ a cà! Saronno merita di più!

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