GERENZANO – Riceviamo a pubblichiamo la nota di Pierangelo Gianni di Gerenzano Democratica.

Nelle scorse settimane, al termine di una lunga e articolata indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Milano, sono stati emessi 54 provvedimenti di fermo di indiziati di delitto che hanno riguardato anche Gerenzano.

La complessa attività di indagine, sviluppatasi in coordinamento tra la Dda di Milano e la Dda di Reggio Calabria, ha consentito di ricostruire la storia di circa quindici anni di presenza della ‘ndrangheta nel territorio a cavallo tra le province di Como e Varese, evidenziandone la vocazione sempre più imprenditoriale e svelandone le modalità di mimetizzazione e compenetrazione con il tessuto economico-legale.

Gli inquirenti, attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno ricostruito episodi di estrema violenza avvenuti sul territorio di Gerenzano nello scorso aprile, che hanno coinvolto non uomini qualunque ma soggetti di elevata caratura criminale e con alle spalle potenti cosche della ‘ndrangheta calabrese.

Del resto tutto il territorio circostante appare permeabile all’espansione della criminalità organizzata, che da decenni accresce il proprio potere e il radicamento attraverso il traffico di stupefacenti e di armi, l’estorsione, usura ai danni di esercizi commerciali e cittadini privati, movimento terra, appalti pubblici, subappalti, gioco. 

Riteniamo nostro dovere, come forza politica, richiamare l’attenzione di tutti su una questione gravissima ma fino ad ora sempre ignorata. Se infatti le notizie di stampa fossero vere, un imprenditore gerenzanese avrebbe pagato a queste organizzazioni criminali ben 500.000 euro. 

Le mafie non fanno paura, non rubano in casa, non scippano non suscitano continui appelli alla “sicurezza”, ma a lungo andare la loro azione è come un cancro che distrugge la società civile e l’imprenditoria onesta, sostituendole con l’omertà e con attività imprenditoriali dedite al riciclaggio e all’evasione fiscale.

 Il risultato è la desertificazione sociale ed economica di intere comunità. Per questo riteniamo necessario intraprendere un percorso di educazione e tutela della legalità, che coinvolga il Comune, le associazioni imprenditoriali e commerciali presenti sul territorio, il sindacato e i giovani attraverso un attivo coinvolgimento delle scuole.
Gerenzano Democratica”

2 Commenti

  1. Credo che non sia più corretto parlare di mafia solo come fenomeno rilegato a delle associazioni di poche persone ma è diventato culturale nei comportamenti e negli atteggiamenti della società.

    In un certo senso siamo tutti complici o mafiosi perché non abbiamo fatto nulla per evitarlo.

    Non è un sistema che si autoalimenta.

  2. È un problema che devono risolvere le FdO, magistratura ecc ecc ma se da anni non si riesce ad estirpare viene da chiedersi come mai. È trovare la risposta è veramente tanto difficile,?

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