SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota del presidente della Focris Tommaso Mascarello in merito all’aumento delle rette.

Il consiglio di amministrazione di Focris ha recentemente deliberato un aumento della retta degli ospiti dopo che per quasi due anni questa era stata mantenuta stabile.

Per buona parte del 2020 ed per tutto il  2021, infatti, Focris aveva preso il gravoso impegno, visto la situazione difficile causata dalla pandemia, di rimandare ogni aumento delle retta

Focris è una fondazione onlus, questo vuol dire che non ha scopo di lucro, per cui è chiaro che ogni aumento dei costi che sostiene si rifletta inevitabilmente sugli ospiti e le loro famiglie.

 Focris, infatti, non riceve alcun sostegno economico diretto da parte dei Comuni o di altri enti pubblici e si autosostiene con le rette pagate dagli ospiti e con i contributi versati dal Sistema Sanitario Nazionale tramite ATS che riguardano le convenzioni in essere per i servizi sanitari offerti come RSA. 

Purtroppo la pandemia ha colpito molto duramente le RSA: Focris, nel rispetto dei protocolli e per garantire la di sicurezza sanitaria degli ospiti, ha tenuto liberi prima 8 e adesso 4 posti su 108 per eventuali isolamenti o quarantene, qual ora malauguratamente il covid dovesse entrare in struttura. Questo si traduce in una importante riduzione delle entrate pari a più di 200’000€ in un anno. Tali posti continueranno comunque a essere mantenuti liberi fino a fine emergenza covid, pur procurando una tal perdita, per garantire la sicurezza sanitaria degli ospiti.

A fronte di questa forte riduzione delle entrate, i costi sono invece aumentati notevolmente, non ultimo i pesantissimi rincari del gas e dell’energia elettrica che per Focris significano concretamente 50’000 € in più in bolletta per il 2022.

E questo duro colpo della pandemia ha costretto Focris a prendere una difficile decisione: o comprimere le già efficienti spese tagliando la qualità del servizio offerto ai nostri ospiti, costringendo di riflesso i lavoratori, che già hanno dato tanto per affrontare l’emergenza, ad ulteriori pesantissimi sforzi oppure avremmo dovuto ritoccare la retta calcolando 2€ euro di aumento (pari al 2,7%) non fatto nel 2021 e 2€ di aumento per il 2022; 

Il consiglio di amministrazione di Focris ha quindi deciso di non abbassare la qualità del servizio verso i nostri ospiti né di chiedere altri sforzi ai già provati lavoratori di Focris.

Per salvaguardare il futuro di Focris, che è una fondazione onlus che si autosostiene senza alcun contributo economico da parte di enti pubblici e che non potrebbe sostenere economicamente un servizio di qualità offerto sottocosto, il consiglio di amministrazione ha quindi deliberato un aumento di 4€ al giorno di retta, ora di 76€ al giorno, allineandola così a quelle delle RSA presenti sul territorio.

Mi auguro che comprenderete come determinate scelte siano fondamentali per garantire il futuro di Focris negli anni a venire.

18 Commenti

  1. Non è vero. La Regione ha stanziato milioni di euro per coprire le perdite nelle rsa e risulta anche dai vostri bilanci che avete ricevuto sovvenzioni. Mascarello quindi evita di raccontare panzane.

    • Carissimo, le consiglierei di imparare a leggere i bilanci. Il contributo della Regione si sostanzia nell aumento dei versamenti del 3,7% annuo, versamenti non a fondo perso ma per la convenzione in essere per i servizi sanitari che eroghiamo. Nel 2021 abbiamo ricevuto 140 mila in euro in più da Ats del budget previsto, il 3 è qualcosa % appunto. Infine moderi il linguaggio perché sta insultando non solo me ma la carica che ricopre ed al momento la diffamazione per mezzo internet è un reato.

      • Mascarello non ho insultato nessuno e se si è sentito offeso mi scuso. Ho scritto che non ha parlato delle sovvenzioni nel comunicato, infatti lo sta aggiungendo ora nei commenti. I 200.000 euro di mamcate entrate sono al netto dei 140.000 che avete ricevuto da ats? Vorremmo maggior trasparenza quando si tratta di andare a far pagare di più dei poveri anziani.

      • Guardi che Lei è un semplice Presidente di un cda, come lei ce ne sono migliaia, non capisco questo suo modo di porsi. Ma chi si crede di essere? Forse il Presidente della Repubblica?

    • Se leggesse l articolo scoprirebbe che 4 posti in meno, 8 per alcuni mesi hanno generato una mancanza di incassi di 200 000€ in un anno. Dall inizio della pandemia nel 2020 abbiamo perso più di 7000 giornate di degenza con una perdita di ricavi di più di mezzo milione. In Focris mezzo milione non è poco…

  2. Chiedo alla redazione di informarsi presso la regione quanto sono i fiannziamenti che provengono rispetto alle classi di assegnazione degli ospiti e se la delibera di incremento dei trasferimenti del 3,6% dal 1 gennaio 2021 la focris non li ottiene.

    • Si li abbiamo ottenuti, quest anno 140 mila euro in più del budget. Rispetto alle giornate di degenza perse e all aumento delle spese sono un aiuto decisamente non risolutivo. Rimane poi la retta di 76€ ancora in linea col territorio.

  3. Bravo genio! E tu cosa ci stai a fare ? Soluzioni? Alternative? Alzare le rette!
    Così imparate a votare obbiettivo saronno

    • Cosa c’entra Obiettivo Saronno? Non pensa che questa situazione sia il risultato delle mal gestioni precedenti?

  4. Occorre una lente di ingrandimento mirata sui vari ambiti amministrativi e gestionali della Focris per focalizzare i veri problemi per cui è stato inevitabile l’aumento scontato di una retta che incide pesantemente sulle risorse delle famiglie degli ospiti. La superficiale spiegazione del Presidente, il quale pur appellandosi alle cause della pandemia, evita di affrontare con le dovute argomentazioni l’ambito delle sovvenzioni pubbliche inesistenti e la valutazione dei costi specifici nei vari settori operativi e funzionali. Per questo non convince e fa emergere dubbi e perplessità, specie quando l’assistenza agli anziani disabili diventa un problema sociale e morale che coinvolge l’intera Comunità saronnese, consapevole di tutelare una struttura di eccellenza del territorio, senza strumentalizzazioni con l’apposizione di bandierine dal colore politico sbiadito.

    • Guardi se le hai ha la bacchetta ce la presti: la porta è aperta ad ogni suggerimento. La situazione è più semplice di quanto non si voglia credere: già Focris operava sotto costo (come dimostrano i 4 mln di disavanzo accumulato in 20 anni), nel momento in cui abbiamo perso 7500 giorni di degenza (mezzo milione) e i costi sono lievitati (+40% solo i costi per i servizi della cooperativa di infermieri, oltre agli altri) gli aumenti non fatti e la retta sottocosto hanno aggravato la situazione già non florida richiedendo una correzione della diaria. Costo che rimane in linea e anche più conveniente di altre rsa sul territorio, soprattutto rispetto al servizio che offriamo. Se poi uno vuol fare lo splendido ed andare a “ottimizzare” ulteriormente i costi poi gli ospiti si trovano con prodotti scadenti che provocano infiammazioni, il personale a fare i salti mortali finendo per essere sbrigativo con rischio di infortuni e la qualità del servizio crolla. Ecco in Focris abbiamo deciso di non fare così, ma di mantenere uno standard di qualità corretto alzando la retta. Infine basta guardare la situazione del benchmark delle rsa in Lombardia, alcune hanno già cominciato a chiudere i battenti e altre hanno fatto correttivi pari o superiori ai nostri. Forse che tutte le rsa non si sappiano gestire?mah

  5. Questo aumento diventa un grande problema per centinaia di famiglie. Ricordiamoci che gli anziani nelle rsa sono i più deboli, quelli che non possono permettersi una badante. Il comune, composto anche da obiettivo saronno che ha espresso il presidente della Focris, doveva intervenire invece ha lasciato sola la rsa

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