SARONNO – “Ancora risse alle due di notte nel centro di Saronno”. E’ successo fra venerdì e sabato, nella centralissima piazza Libertà ed a riferire l’accaduto è Paolo Bocedi, il saronnese presidente dell’associazione anti-racket Sos Italia libera.

I fatti denunciati da Bocedi, e che gli sono stati riferiti da abitanti nella zona, fanno riferimento a quel che è successo alla 1.45 della scorsa notte. Sul posto una ambulanza della Croce rossa che ha quindi trasportato un 28enne ammaccato all’ospedale cittadino per essere medicato. Non è grave.

Tracce di sangue sul marciapiede

“Quello che rimane sul marciapiede nonostante abbiano pulito sono tracce di sangue. La gente – dice Bocedi rivoltendosi al primo cittadino Augusto Airoldi – ha paura, caro sindaco; e noi ne abbiamo piene le scatole. Ora cosa intendete fare? Scrivere ancora al prefetto oppure intervenire energicamente contro questi soggetti che la sera ubriachi la fanno da padrone? Fortunatamente ci sono le forze dell’ordine e la polizia municipale, altrimenti la nostra città sarebbe terra di nessuno e la legalità solo un optional”.

(foto archivio: forze dell’ordine in piazza Libertà)

05022022

20 Commenti

    • Fattene una ragione: anche il sindaco a Saronno per la maggior parte dei cittadini non esiste e per i restanti è solo percepito.

  1. Di fronte al ripetersi di fatti come questo si continua a non vedere alcuna reazione da parte del Sindaco , che sta continuando a fare tour cittadini in bar e negozi senza arrivare a nessuna conclusione

  2. Ma cosa pensate che il sindaco si metta in piazza a sparare agli esagitati? Per mantenere l’ordine ci sono già I carabinieri e i vigili urbani e mi sembr che dovrebbero bastare. Forse si dovrebbero coordinare un po’.

    • Se il sindaco va in giro a dire che è una questione di sicurezza “percepita”….

    • Sai cosa fa arrabbiare ? Il fatto che Airoldi si sia preoccupato di fare un’ordinanza anti botti a Capodanno mandando anche i vigili a controllare, quando Saronno è allo sbando e la gente come te lo giustifica pure !

    • Il sindaco ha la responsabilità della sicurezza della città prima del prefetto…nel caso di Saronno ha tenuto per sé anche le deleghe dell’assessorato alla sicurezza
      Non deve sparare, deve darsi da fare

    • poi mi spiega dove li vede i vigili !!!!!!!!! Io non li vedo mai in giro A PIEDI per Saronno

  3. Airoldi a casa subito. Siamo alla deriva. Il punto di non ritorno è arrivato. Non è questione di bandiera, ma di acclamata, manifesta e reiterata incapacità. Si sta generando un danno a carico dei contribuenti. E i danni si organo. A casa. Senza se e senza ma.

      • Ad esempio, il fatto che ormai non si possa più fare due passi in centro senza il terrore di venire aggrediti e derubati. Soprattutto se si hanno 15 anni. Questo, per me, è già un danno.

        Inoltre, c’è chi nel centro di Saronno ci lavora, avendoci investito anche molto del suo denaro. Gente che vedrà i suoi guadagni ridursi di parecchio, visto che a meno che uno non goda nel farsi derubare, eviterà per mesi il centro di Saronno. Andranno a prendere il caffè da qualche altra parte, e potrei andare avanti per ore ma Gino stia tranquillo, va tutto bene perché è solo UN PROBLEMA DI PERCEZIONE

      • L’ambulanza. L’ospedale. Le cure. La conseguente paura dei cittadini. Delle donne. Delle lavoratrici che passano sotto i portici. Manderebbe una ragazza giovane in uscita da un teatro o da una mostra d’arte la sera in piazza? La cultura viene penalizzata dall’orridume. Bottiglie ovunque. Vomito. Pisciste. W l’italia. W Saronno.

  4. Mi sa che il Sindaco è più impegnato a far la guerra a OS piuttosto che tutelare la sicurezza dei cittadini (ed elettori)…

  5. Il Sindaco ha deciso di occuparsi personalmente della sicurezza e dell’ospedale. Fino ad ora si è rivelata una scelta molto poco felice. Bisognerebbe avere il coraggio di cambiare e affidare gli incarichi a persone che siano in grado di portare risultati positivi. Le energie di questa giunta sembrano esaurirsi ogni giorno che passa. Non crediamo che i tour nei negozi possano ricaricarle le batterie. Come se il direttore generale di un’azienda andasse a chiedere ai suoi impiegati cosa non funziona. Dopo che li aveva convinti di aver in mano un programma fantastico per il rilancio. Ma si sa, la pandemia….

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