SARONNO – Ieri sera, alle 21, si è tenuto, in occasione della Giornata internazionale della donna, un ‘talk show in rosa’ nel Teatro Giuditta Pasta di Saronno dal titolo “Parola di Donna” al quale hanno preso parte donne che sono riuscite ad affermarsi nella società, nella sfera professionale e privata, non rinunciando al destino che desideravano per sé. Le relatrici sono state Roberta Tagliasacchi, Claudia Pianezze, Carla Santandrea, Paola Brasca, Beatrice Carbone, Emanuela Montanari, Monica Maria Zonca, Silvana Bergamini, Saule Kilaite, Simona Atzori, Annamaria Di Oreste, Chiara Radrizzani e Lilla Nigro.

“Teatro di Saronno è contro la guerra e la violenza in Ucraina” ha annunciato una voce in sala una volta che gli spettatori hanno preso posto.

La serata si è aperta con una riflessione sul modo in cui si percepisce una donna oggi e su come si potrebbe percepire oggi una donna del passato. È stato ricordato che oltre a una buona dose di consapevolezza del proprio valore, la donna, come essere sociale, viene condizionata dagli stimoli esterni (parole e comportamenti). “Mio padre mi ha dato molto valore come donna – ha riconosciuto Silvana Bergamini – io ho insegnato questo alle mie figlie. Nella mia azienda abbiamo tutti lo stesso valore, uomini e donne, e ciascuno porta all’azienda un valore proprio: siamo diversi, ma uguali”. Per quanto riguarda la consapevolezza del valore femminile è intervenuta Annamaria di Oreste, magistrato, che ha affermato di aver notato come “negli anni l’aumento del numero di donne in magistratura abbia reso meno rigido e più equilibrato il sistema; come questo abbia introdotto una maggior comprensione degli altri poiché le donne hanno una maggiore predisposizione ad ascoltare le critiche”. Vede questi cambiamenti come un chiaro “segno del valore delle donne”, un valore che non è legato esclusivamente all’immagine della donna moglie e madre, ma anche alla sfera professionale e sociale infatti dice “le donne a cui mi riferisco sono giudici ordinari civili e penali, non mi riferisco a quelle che si occupano del diritto di famiglia verso le quali si è propensi a pensare che siano più vicine alla concezione della ‘donna votata alla famiglia’ ”. Conferma di questo è stata data Paola Brasca in risposta a una domanda posta dall’intervistatrice, Emanuela Carcano, circa l’impatto che ha l’essere donna sui propri pazienti, “Molto. – è la risposta –  Credo che per me essere donna sia un valore aggiunto nella cura (nel senso medico del termine); lo penso perché ho riscontrato che la donna è più creativa e ha una sensibilità che le consente di percepire alcune necessità particolari dei pazienti”.

Le parole di Lucia Bosé, a cui ha dato voce l’attrice Anna Manella, contrapposta a quella di una donna contemporanea, interpretata dall’attrice Leda Kreider, ha messo in luce tre aspetti legati alla donna: l’esistenza di due idee di donna: una, che la vede indipendente intellettualmente ed economicamente, e un’altra, che la vede come terra – secondo la dicotomia terra-cielo – dominata e dipendente: senza possibilità di autodeterminarsi e sottoposta alla volontà del più forte, l’uomo. Secondo aspetto è la complicità della donna nell’appoggiare un’idea di donna che rinuncia a chi vuole essere per chi gli altri vogliono che sia; un modo di pensare limitante, doloroso e ingiusto. Terzo, il fatto che il valore di una donna viene determinato, ancora oggi, sulla base del suo aspetto “sto cercando di disimparare come mi guardavo e sto facendo fatica – recita Manella – Nel caso dell’aspetto prendiamo l’uomo come modello per essere prese sul serio. Se vogliamo essere prese sul serio, indossiamo un tailleur e sacrifichiamo così la nostra femminilità, i nostri gusti, perché questa, se esibita, viene mal interpretata dalla cultura dominante” maschilista, ossia viene percepita come provocante, eccentrica, sovversiva, scostumata.

A completamento della serata le donne ospiti del talk vogliono trasmettere alcuni messaggi alle donne e agli uomini indiscriminatamente: valete, credete in voi e nei vostri desideri; imparate ad apprezzare e ad accettare come valore aggiunto le diversità altrui; trattate gli altri con rispetto; cambiate il modo in cui educate le vostre figlie e i vostri figli, insegnate loro anche ad ascoltare.

Hanno seguito un omaggio alle relatrici, i ringraziamenti del presidente del teatro Oscar Masciadri e uno scroscio di applausi.

(per le foto si ringrazia Armando Iannone)

08032022


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