ORIGGIO – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Origgio Democratica.

In Italia si stanno discutendo le misure da adottare per fronteggiare l’emergenza causata dalla guerra e noi siamo uno dei pochi Comuni che in questo drammatico momento in cui si è aperto un conflitto ai confini dell’Europa, che riguarda tutti, non ha fatto alcuna comunicazione ufficiale. Non sono state chiamate le associazioni e la società civile, per fare rete intorno ai cittadini che chiedono aiuto e pace: è un silenzio imbarazzante!

Ci siamo interrogati su quale debba essere il ruolo delle Amministrazioni in questo frangente e su quale sia il nostro come opposizione.
Pensiamo che essere una minoranza presente, attenta e persino cavillosa, con posizioni definite e chiare, sia sempre stato per chi governa un grande stimolo a migliorare, a non abbassare la guardia, crogiolandosi nel proprio consenso.

Per questo, tornando al quesito iniziale, crediamo che uno dei nostri compiti sia proprio quello di dare voce a chi rappresentiamo e tenere aperto un dialogo costruttivo, anche esprimendo critiche e dissenso, ed è per questo che abbiamo ritenuto necessario scrivere questa lettera aperta ai nostri cittadini attraverso la stampa.

Sino ad ora abbiamo costantemente affrontato ogni proposta con un corretto dibattito, portando le nostre posizioni critiche sempre con finalità e spirito costruttivi, creando una collaborazione che riteniamo fruttuosa. In questo momento non sentiamo che l’Amministrazione stia tenendo in seria considerazione i nostri sforzi, ma soprattutto, non pensiamo che mantenga la promessa di coinvolgere e dialogare con i cittadini.

Dopo l’ultimo consiglio comunale del 20 dicembre 2021, in cui abbiamo presentato e discusso due importanti interrogazioni, con l’intenzione di combinare in un’unica visione la necessaria riqualificazione ambientale, tutelando e difendendo il nostro patrimonio verde e la rigenerazione urbana, in sicurezza, per tutti i cittadini, l’Amministrazione ci ha rassicurato verbalmente di aver adottato alcune parole d’ordine che storicamente ci appartengono, originatesi dalle forze democratiche di sinistra, quali la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini in tutte le questioni rilevanti per il nostro territorio. Ha garantito il coinvolgimento delle minoranze nei processi di riflessione, per affrontare i futuri progetti di riqualificazione che interesseranno tutto il nostro paese (viabilità, filari alberati, rotonde periferiche e complessi industriali), ma in realtà attendiamo da ormai tre mesi la convocazione della commissione assetto del territorio e continuiamo a vedere pubblicati sulla stampa articoli con dichiarazioni dell’Amministrazione, che ci allarmano e che non sono frutto di riflessioni condivise.

Un silenzio non solo rilevante politicamente, ma preoccupante, perché riguarda tutti i cittadini e le sue associazioni che, in un momento così complicato, percepiscono l’assenza delle istituzioni. Chi sente di poter essere d’aiuto, non trova intorno a sé riferimenti istituzionali capaci di coordinare e utilizzare concretamente il potenziale che la società civile rappresenta.


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