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Città

Ex Isotta Fraschini in consiglio, Vanzulli: “Brera val bene una cementificazione, vero?”

19 Marzo 2022

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Ex Isotta Fraschini in consiglio, Vanzulli: “Brera val bene una cementificazione, vero?”
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SARONNO – Non usa mezze parole e non lesina affondi il consigliere comunale della Lega ed ex vicesindaco Pier Angela Vanzulli nel suo bilancio del consiglio comunale dedicato all’ex Isotta Fraschini.

Ecco il testo integrale

In Consiglio Comunale guardavo i volti dei componenti della maggioranza perché era illuminante vedere come si compiacevano quando l’Ing. Gorla, proprietario dell’area in oggetto ex Isotta Fraschini, citava nomi altisonanti di grandi architetti e cattedratici pluricelebrati.

Secondo me, ai non addetti ai lavori, non dicevano nulla, ma in un Consiglio che ha fatto della “cultura” il suo simbolo e baluardo questi nomi suscitavano ovviamente ammirazione.

In alcuni passaggi mi aspettavo addirittura un “ohhh” di stupita ammirazione.

Grande capacità di coinvolgimento dell’Ing. Gorla, ma in concreto si parlava del nulla: non sono stati presentati dei progetti in Comune e non sono neppure chiari quali saranno i tangibili vantaggi per la città.

In più c’è un atto della Regione Lombardia, dello scorso mese di febbraio, in cui ci sono ben due pareri negativi circa la parte boscata collegata alla bonifica.

Per arrivare ad un cambio culturale di stile di vita che, attenzione, comprenda tutti e non solo pochi privilegiati, ci vuole una programmazione ventennale che non si basa certo su una visione utopistica “del Borgo”, per quanto meravigliosa possa essere. Però questa è la Saronno che l’Amministrazione Comunale vuole.

Intendiamoci: nella cultura c’è democrazia, menti aperte, insegnamento; leggere un buon libro apre mondi interiori nascosti, sconosciuti, ma quando la cultura è elitaria diventa muro tra chi si ritiene parte di un gotha e “gli altri”. Altri che, pur di non essere tacciati di non sapere, annuiscono silenziosamente.

Viva l’ignorare perché è la molla, con curiosità e voglia, per imparare.

Il progetto presentato quasi come filantropico, ammantato di grande fascinazione, molto ambizioso, una grande sfida, si sostanzia nel costruire dei palazzoni; si tratta semplicemente di un privato, una Srl, che fa il suo mestiere. Acquista un’area, progetta, cerca di avere un margine di guadagno, vende e poi passa ad un altro progetto.

Invece, in consiglio comunale, di palazzi e cementificazione si è parlato ben poche volte e solo da parte dei consiglieri di minoranza perché le parole che portano consenso sono altre, ovvero Brera, bosco, parco. Pareva che il progetto fosse solo questo.

L’ Accademia di Brera, che porta lustro e indotto a Saronno. Brera che proietta la città in circuiti internazionali, anche nel mondo fashion della moda. Saronno tipo New York, Parigi, Tokyo. A parte che Saronno con il famosissimo amaretto è già conosciuta ovunque, e di cultura, vedasi Gallerani, Santuario, San Francesco ecc.… ne è pregna.

Comunque, tutto molto glamour, ma per stare in piedi questo progetto coi costi di bonifica, di sistemazione e di costruzione dell’area necessita “dei palazzoni”. Ed ecco che in un attimo si cade nella cazzuola e nel quadrello!

La cementificazione è una specie di prezzo da subire per iniziare questa trasformazione rinascimentale della città.

Anche la Giunta Fagioli ha studiato vari modi per dare lustro al Comune creando lavoro, servizi, dando l’importanza che merita alla cultura, pensiamo al museo in Villa Gianetti dedicato a Giuditta Pasta.

Occorre essere chiari: l’operatore fa legittimamente il suo mestiere; non facciamo passare un progetto edilizio come un’opera della San Vincenzo, anzi neppure perché qui non si è parlato di sociale.

In più proprio l’operatore si è espresso come se quest’area fosse una piccola cittadina, avulsa dal contesto urbano in cui si trova. Quindi senza collegamenti col resto della città, vedasi Matteotti.

Certo l’idea di questa marea di gente che in vario modo e a vario titolo graviterà, forse, in questa realtà è allettante per il giro d’affari che può generare, ma non si devono dimenticare i problemi di varia natura che possono essere generati da questo complesso, tra cui quello viabilistico, non secondario.

Però “Brera e business” sono un passe-partout accattivante.

Plauso all’assessore Alessandro Merlotti, unica voce istituzionale che, rappresentando un Ente pubblico, ha ricordato che ci sono iter amministrativi ben precisi da seguire.

Povero lui, prevedo sarà il prossimo Assessore ad avere “problemi impellenti che richiedono la sua presenza altrove”. Lo deduco dall’intervento della consigliera Francesca Rufini tendente a voler spiegare proprio le parole di Merlotti, reo di aver parlato da assessore? La stessa si è superata dicendo (non mi smentisca perché ho riascoltato Civicam, quindi è letterale): “Premetto che io personalmente per avere Brera a Saronno non solo mi prendo volentieri le colate di cemento, come le avete definite, ma, e adesso dico una assurdità e l’assessore Casali mi mena, sarei anche disposta a rinunciare al parco …”

Sarà pure una assurdità, ma gli eventi intravisti depongono in questo senso. Allora se arrivasse da New York il museo Guggenheim cosa accadrebbe?

Impagabile poi è il comportamento del sindaco Augusto Airoldi che per impedire, soprattutto all’assessore Merlotti, di rispondere alle molte domande dei consiglieri di minoranza si è prolungato dalla sedia e con un gesto infastidito ha allungato il braccio dicendo agli assessori di non rispondere.

Ovviamente anche lui si è guardato bene dal farlo, seppur più volte interpellato con domande.

Qui ci vorrebbe una famosa frase di Emilio Fede, ma già inconsiglio, fuori onda, hanno detto che i consiglieri di minoranza non sanno leggere, già ci rispondono con sufficienza, figuriamoci se si dovesse scadere così in basso. Beceri, non sia mai!

Morale si tratta di un progetto privato di edificazione, con la parte Brera che, nobilitando il tutto, fa passare in secondo, terzo, quarto “piano” i molti palazzoni che sorgeranno a bordo Varesina ed anche che buona parte del bosco esistente verrà raso al suolo. E qui vorrei capire i difensori dei bagolari dove sono finiti, perché mi si deve spiegare se esistono alberi di serie A e di serie B.

In base alla sensibilità personale potrebbe anche essere più soddisfacente avere un bosco in città che Brera. Sono punti di vista, in democrazia ognuno conferisce alle cose il valore che ritiene. Però non vedo nessun cenno di dissenso.

Ah già, dimenticavo, l’ex consigliere Casali che movimentava le masse a difesa degli alberi oggi è un assessore in Giunta quindi va bene, va bene cosa? Tagliare piante? Massima coerenza, complimenti.

Anche qui evitare attacchi gratuiti contro la sottoscritta: ricordo ai più, con atti e delibere a supporto, che per 18 anni come assessore all’Ecologia ho seguito la messa in sicurezza e recupero ambientale di due discariche, trasformato una cava in parco, blindando contro l’escavazione ben 4 milioni di metri quadrati di territorio con un Parco locale di interesse sovraccomunale.

Chiudo con un augurio ai presentatori del progetto, cercando di non essere troppo terra terra: mes félicitations pour votre nouveau projet

—

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Sara Giudici
19 Marzo 2022
  • Città
  • Politica
  • ex isotta fraschini
  • pier angela vanzulli
  • saronno

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Commenti

  • Avatar Mario ha detto:
    21 Marzo 2022 alle 10:58

    Non capisco perchè la lega di Saronno non abbia proposto la Sig.ra Vanzulli come candidata sindato… avremmo vinto a mani basse. Davvero complimenti, competente e sempre sul pezzo.

    Rispondi
  • Avatar Anonimo ha detto:
    20 Marzo 2022 alle 10:11

    Faccio presente che il famigerato bosco che verrebbe lasciato per buona parte si trova in una fascia dì rispetto cimiteriale e pertanto l’operatore non potendo toccare nulla all’interno dì tale area è costretto a lasciarla così. Per cui non c’è nessun benefattore e ambientalista che vuole operare, ma è un classico imprenditore che cerca pubblicità per forzare l’intervento senza ostacoli con scuse economics filosofiche tipo “portiamo Brera”. Poi dove si è mai concesso dì presentare una proposta dì piano attuativo direttamente alla proprietà ed in consiglio comunale???? Forse perché compiacenti????

    Rispondi
  • Avatar Ul castigamatt ha detto:
    19 Marzo 2022 alle 18:04

    mah, invece i 5 supermercati avuti in dote dalla Giunta Fagioli? quelli non sono cemento? Quelli sono il meglio che si poteva avere?
    dai un po’ di coerenza……..

    Rispondi
  • Avatar Anonimo ha detto:
    19 Marzo 2022 alle 15:56

    Ruffini rinuncerebbe al Parco pur di avere Brera, tutti gli altri rinuncerebbero a Brera per avere il Parco ???

    Rispondi
  • Avatar Anonimo ha detto:
    19 Marzo 2022 alle 15:46

    Il business della cementificazione non nasce certo oggi e neanche le amministrazioni che ci gravitano attorno, non a caso viene riconosciuto dall’opposizione o ex amministrazione.

    Giustamente gli imprenditori fanno il loro mestiere, è l’amministrazione che però deve impedire, a prescindere da Brera, che si “abusi” di cemento a fronte di vivibilità.

    È inutile costruire verso l’alto, il cielo non lo raggiungi, tanto sempre a terra devi tornare quando esci di casa.

    Rispondi
  • Avatar Anonimo ha detto:
    19 Marzo 2022 alle 15:34

    Certo che Brera val bene una “cementificazione”, che comunque – a parte nel mondo fatato della consigliera Vanzulli fatto di pensiero magico – ci sarebbe comunque.

    Per la cronaca, loro se avessero potuto ci avrebbero fatto un centro commerciale, ma per fortuna la proposta non è arrivata.

    Rispondi
  • Avatar Anonimo ha detto:
    19 Marzo 2022 alle 13:23

    È stata una occasione per far scoprire le carte agli operatori che si sono presentati al c.c. senza nessun elemento valido da valutare.
    Ha fatto benissimo l’assessore Merlotti a rinviare qualsiasi decisione al momento della presentazione di atti ufficiali sui quali dare un giudizio di merito sul dare o avere che l’intervento propone.
    A mio parere non ci deve essere nessuna pistole puntata contro l’amministratore ma la nessuno contrattazione utile a risolvere i problemi storici della nostra città (superamento della ferrovia,collegamento col quartiere Matteotti, Mobilità e molti altri che ben conosciamo.)

    Rispondi
    • Avatar Anonimo ha detto:
      19 Marzo 2022 alle 15:40

      Quindi le funzioni proposte (Brera, museo, parco pubblico, riutilizzo della Bernardino Luini) non servono alla nostra città? Non ricuciono il territorio?

      Mitologico il collegamento con il Matteotti. Ci vorrebbe un’astronave.

      Rispondi
  • Avatar Luca ha detto:
    19 Marzo 2022 alle 12:49

    Pur non avendo votato lega e non avendo interessi nel campo immobiliare, da fiero abitante del quartiere Matteotti, effettivamente condivido quanto ben riassunto dalla consigliera e ne sono preoccupato.

    Rispondi
    • Avatar Anonimo ha detto:
      19 Marzo 2022 alle 14:56

      Quando uno esordisxe con ” pur non avendo votato” minimo ha la tessera….

      Rispondi
  • Avatar Anonimo ha detto:
    19 Marzo 2022 alle 12:33

    Fantastico!!! Un membro della lega che parla contro la cementificazione ???…

    Rispondi
  • Avatar Quanto livore sig.ra Vanzulli ha detto:
    19 Marzo 2022 alle 12:09

    Non condivido nulla dell’aberrante dichiarazione della consigliera Rufini ma non condivido nulla neanche di quanto lei consigliera Vanzulli scrive.
    Ho seguito tutti gli incontri pubblici organizzati dall’ing. Gorla e ho compreso che la sua operazione, pur nell’ambito di una logica di far quadrare i conti (e ci mancherebbe!) è lontana, lontanissima dal modo di edificare in Saronno a cui la signora Vanzulli è probabilmente abituata e in cui forse è cresciuta politicamente. Che è quella filosofia per cui si fanno grattacieli senza verde, senza spazi esterni, scaricando sulla città pesanti diseconomie in termini di traffico, domanda di servizi e di parcheggi; che è quella filosofia per cui si estrae da un terreno tutta la rendita che ha in corpo.
    Questo è il mio metro di giudizio sul progetto dell’Ing Gorla, e cioè non quello di misurarlo su cosa farebbe San Francesco o san Giuseppe immobiliarista, ma su quello che al suo posto avrebbero fatto gli immobiliaristi classici, quelli tradizionali i cui “capolavori” ombreggiano la nostra città e che lei probabilmente predilige. E’ ho capito che la distanza del progetto ex-Isotta con i “capolavori” di questi ultimi è enorme.

    Rispondi
    • Avatar Anonimo ha detto:
      19 Marzo 2022 alle 12:33

      Può pensare e dire quello che vuole, comunque la cementificazione ci sarà e il famoso bosco raso al suolo. Coerenza.

      Rispondi
      • Avatar Anonimo ha detto:
        19 Marzo 2022 alle 15:37

        Questa accusa non sta proprio in piedi. L’area ex-Isotta, essendo area industriale dismessa, è già di per sé in parte “cementificata” da capannoni e palazzine. Non è un terreno agricolo incontaminato.
        E per quanto capisco il bosco ci sarà.

        Rispondi
  • Avatar Anonimo ha detto:
    19 Marzo 2022 alle 11:47

    Siccome i comuni limitrofi non fanno squadra con Saronno vedi Ceriano ad esempio, Saronno deve crescere come popolazione se vuole mantenere i servizi che servono poi a tutto il saronnese. Altrimenti i vari Busto, Legnano, Varese si portano via tutto, a partire dalle eccellenze dell’ospedale.

    Rispondi
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