SARONNO – “Nemmeno il coraggio di chiamare le cose (cioè l’invio di armi al governo ucraino, atto che fomenta la guerra) con il loro nome: la maggioranza saronnese sceglie, senza dirlo, “il condizionatore acceso” e non la pace”.

Inizia così la nota di Attac Saronno che commenta il discorso del sindaco Augusto Airoldi durante le celebrazioni del 25 aprile (QUI LA DIRETTA)

“Il sindaco Airoldi, a nome dell’amministrazione comunale di Saronno, appoggia l’iniziativa dei governi italiano, europei e Usa, di inviare le armi al governo ucraino, favorendo di fatto l’escalation del conflitto. Altro che la diplomazia da lui invocata a fine discorso, iniziativa completamente vanificata dalla fornitura di armi al governo ucraino. E, ancor più grave, non ha nemmeno il coraggio di dirlo con parole esplicite, per cui nel suo discorso “fornire armi all’Ucraina” diventa, nella neolingua di chi di fatto appoggia la guerra, “il pur necessario supporto diretto” al governo ucraino”.


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16 Commenti

  1. Atac, stesse posizioni dell’estrema destra…. Quiandi se domani a
    Laustria invadesse lalto adige dovremmo lasciar fare per evitare escalation del conflitto… Quondi se io domani entro in casa vostra e con la violenza cerco di rubarvela voi lascereste fare per evitare problemi maggiori…

    • Bisognerebbe lavorare sulla prevenzione di questi fenomeni, inizia a diminuire le armi adesso prima che ci siano altri 8 anni di guerra in Ucraina e tanti altri in giro per il mondo.

      Se elimini le armi poi voglio vedere l’Austria che invade il Sudtirolo a mani nude.

      Se anche invadessero casa sua, e l’hanno già fatto più volte, non importerebbe a nessuno, come si spiega questa cosa?

  2. ma piantatela e fate una volta i seri. bello fare i pacifisti stando comodamente a casa e non rischiando niente

  3. Sono contro la guerra e contro ogni sopruso. Non condividere una volontà unanime solo per apparire è solo strumentale per dire di esistere.

    • Anche questa si chiamerebbe resistenza, non pensarla come tutti e allinearsi solo perché è democratico non va sempre bene.

      Oggi inviamo armi e ripudiamo la guerra, domani ci mandano al fronte oppure spostano il fronte sotto casa sua e poi vediamo se rimane della stessa opinione.

  4. Ma chi sono questi signori di cui si riportano le parole virgolettate ,che non hanno nome e cognome , ma accusano una persona che invece si presenta con nome e cognome !!
    Attack? telos ?comitato anarchici ?chi siete?
    Abbiate il coraggio di dire come vi chiamate

    • Attenzione ad accusare qualcuno ingiustamente senza firmarsi.

      È il pensiero e l’espressione che conta a prescindere dal firmatario.

      Rimanga sul merito della questione, non si cerchino nomi e cognomi per fare attacchi personali.

  5. Come ha scritto in un bell’articolo Ezio Mauro: “…il rifiuto di aiutare gli aggrediti inviando le armi che ci chiedono, per il loro bene naturalmente, per non prolungare un’inutile battaglia, come consiglia il cinismo della realpolitik che non riconosce alle vittime impegnate a difendersi nemmeno il diritto di scegliere come sopravvivere e per cosa morire”.
    Ma la semplificazione della realta’ , per l’ennesima volta, porta tutto al derby, azzerando il pensiero. Per non parlare dello sciacallo “Airoldi dimettiti”.

  6. Quindi secondo voi non dovremmo mandare le armi all’Ucraina, così loro non si possono difendere, i russi conquistano tutto e la guerra “finisce”.
    Urca che logica. Mai viste le foto dei partigiani che hanno fatto la Resistenza ? Secondo voi non erano armati ? Mai notato che molte delle loro armi erano mitra di fabbricazione inglese ?

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