SARONNO – Dal 22 al 29 maggio associazione Rete Rosa di Saronno, ente che gestisce il centro territoriale Antiviolenza, presenta la mostra Santa Rita Da Cascia, protettrice delle malmaritate, ideata e curata da Luciana Ceriani, con le opere dell’artista e arte-terapeuta Grazia Giani dedicate ad una figura femminile definita nella tradizione popolare “la Santa delle cause impossibili”.

Rete Rosa inizia così un percorso di eventi e progetti che celebrano i 10 anni di attività dell’associazione e del centro territoriale antiviolenza di Saronno e del saronnese, che animerà la città per tutto il 2022. Rete Rosa sente questa beata particolarmente vicina poiché, per le vicende personali e familiari che travagliarono la sua vita, è da sempre considerata “protettrice delle donne malmaritate”, affine nella sofferenza a molte delle donne che si rivolgono al Centro Antiviolenza di Saronno e del Saronnese alla ricerca di una via di salvezza dalla violenza.

La mostra prende spunto creativo dalla figura di Santa Rita, fulgido esempio di quanto la lotta alla violenza di genere abbia origini antiche, come testimoniano ampiamente i numerosi ex voto offerti dalle donne malmaritate alla Santa, che aveva esaudito le loro invocazioni di liberazione.
L’artista Grazia Giani propone un percorso immersivo attraverso dipinti, invocazioni, ex-voto, abiti-scultura e altro ancora, che esplora le diverse sfaccettature della vita di Santa Rita e il suo essere donna, accompagnato dai canti antichi appartenenti alla musica popolare delle malmaritate: “Le immagini, gli abiti e gli ex-voto per grazia ricevuta, che si vedranno collocati nello spazio della mostra, desiderano evocare lo spirito e il sentimento che ci accomuna nelle esperienze della nostra vita. La mia intenzione attraverso il lavoro creativo è stata di dare alcune chiavi di lettura, a mio parere diverse ma ugualmente simili, alla vita della Santa nel suo percorso di donna. Questo lavoro desidera essere, oltre ad una riflessione personale, un invito e uno stimolo ad approfondire queste tematiche e il nostro essere figlie, donne, madri, mogli… noi stesse”.

L’esposizione sarà inaugurata nel suggestivo contesto della Sala Nevera (Casa Morandi – Viale Santuario, Saronno) il 22 maggio, il giorno in cui si celebra la ricorrenza di Santa Rita da Cascia, e resterà aperta fino alla domenica successiva, 29 maggio, grazie alla presenza attiva delle operatrici e delle volontarie di Rete Rosa, che garantiranno la possibilità di visite accurate alla cittadinanza, ma anche, su prenotazione, agli studenti degli Istituti Superiori cittadini.

Luciana Ceriani, curatrice della mostra, spiega così la scelta di dedicare la mostra alla figura di Santa Rita da Cascia: “All’epoca in cui visse Santa Rita, le malmaritate erano così numerose da rappresentare una vera e propria categoria sociale. La loro Voce, segreta nella vita individuale, diventava Voce collettiva nella forma del lamento poetico che cantava e canta la degenerazione delle conseguenze dell’amore toccato dal sopruso, dalla coercizione e dalla violenza. Anche Rita di Rocca Porena è una malmaritata. Sposata ad un uomo violento e madre di due figli altrettanto rissosi, invoca l’aiuto celeste per sradicare la violenza all’interno della sua famiglia. Dopo la morte del marito e dei due figli, Rita entra nel convento delle Agostiniane di Cascia in modo miracoloso. La sua lotta vittoriosa contro la violenza e la prepotenza del mondo maschile ne ha fatto una patrona di genere. Rita si fa ascolto delle voci di donne inVocanti, che si rivolgono a lei per sopportare un matrimonio infelice e ora anche per divorziare senza conseguenze tragiche. Rita da Cascia, possiamo dire, è stata il primo Centro Antiviolenza: dal 1300 accoglie e ascolta i racconti di tante donne vittime di mariti violenti”.

Protagoniste della mostra anche le Rose.Santa Rita da Cascia ha fatto nascere in inverno rose rosse miracolose. I loro petali hanno poteri taumaturgici. Le volontarie e le operatrici dell’Associazione hanno realizzato 102 rose ad uncinetto, una per ogni donna vittima di femminicidio perpetrato nel 2021. Queste rose saranno legate alla rete-simbolo di Rete Rosa, che
da anni l’Associazione tesse nel territorio saronnese, creando una Rete delle Rose, perché ogni donna possa rifiorire attraverso le nostre mani e la nostra voce portando la sua e la nostra invocazione contro ogni violenza.

Un ricco programma di eventi collaterali alla mostra, performance artistiche, momenti espressivi ed
artistici arricchirà l’evento principale, facendogli da corona:

Domenica 22 maggio
alle 11: Inaugurazione della mostra alla presenza dell’artista Grazia Giani, della curatrice Luciana Ceriani, della presidente di Rete Rosa Oriella Stamerra, delle Istituzioni locali, del partner di progetto Fondazione del Varesotto.
alle 16:30: intervento musicale a cura del Duo Lara Molteni – Giorgio Giommi – voce, chitarra/voce.

da martedì 24 a venerdì 27 maggio
Apertura mattutina programmata per le scuole superiori
Interverrà Rina Delpero, volontaria del Carcere di Bollate

Sabato 28 maggio alle 16:30
Ex-voto: una storia di oggetti in rapporto con il divino
Intervento di Nicoletta Pulcini, Diplomata in Beni Culturali all’Accademia di Brera.

Domenica 29 maggio alle 16:00
Performance di danza Corpi Elettrici, a cura di Luana Bruno – interpreti: Margherita Zorloni e Martina Paro. Durante tutta la manifestazione, inoltre, le volontarie di Rete Rosa continueranno la realizzazione dell’ormai storica rete, manufatto-simbolo dell’Associazione e del Centro Antiviolenza, ed inviteranno i visitatori a collaborare con loro.
Il progetto, che gode del patrocinio del Comune di Saronno e del sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto, offrirà alla città di Saronno un momento importante di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere, e l’opportunità di accostarsi ad esperienze di bellezza, creatività e originalità.

(in foto d’archivio: una manifestazione di rete rosa contro la violenza)
17052022