SARONNO – in vista della mostra dedicata alle opere di Enrico Marini, che verrà inaugurata questa sera, viene di seguito proposta una breve biografia dell’architetto.

Enrico Marini nacque a Milano il 29 ottobre 1916, trascorse la prima infanzia ad Arolo di Leggiuno, con una balia, mentre all’età di sei anni tornò in famiglia per frequentare l’istituto Gonzaga e poi successivamente l’Accademia di Brera, dove si diplomò nel 1939, mostrando grandi doti nel disegno e nelle arti in generale.

Nel 1940, Marini sposò Adele Rodari, figlia dei custodi dell’eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno, si trasferirono in pianta stabile a Saronno, dove ottenne un lavoro come disegnatore tecnico alla fabbrica Isotta Fraschini. Si iscrisse in concomitanza di questo evento alla facoltà di architettura del Politecnico di Milano, conseguendo la laurea nel 1945, con Piero Portaluppi come relatore. Conseguì il titolo accademico nonostante in quegli anni venne arruolato come sottotenente degli Alpini, servì in Albania e sul fronte francese, al congedo seguì un periodo di degenza a causa di gravi congelamenti ai piedi, trascorse la convalescenza all’eremo di Santa Caterina del Sasso, dove nacque la sua prima figlia Graziella, la sua seconda figlia, Lauretta, nacque l’anno dopo.

In questi primi anni, Marini lavorò principalmente sul Lago Maggiore, e nelle zone a nord di Varese: Laveno Mombello, Gemonio e Besozzo.

Tra il 1951 ed il 1952, progettò e costruì la sua abitazione in Via Monte Generoso a Saronno, dove vivrà per tutta la sua vita, e dove aprì il suo studio di architettura, l’attività nei primi anni non fu entusiasmante, tanto che meditò più volte il trasferimento, solo nel 1956 arrivò la vittoria ad un importante concorso per un grande complesso scolastico a Cremona, quest’occasione diede un grande impulso professionale alla sua carriera.

Per tutta la sua vita lavorativa, Marini realizzò molti edifici nei dintorni saronnesi, progettando complessi residenziali, scuole, strutture produttive, municipi, case per anziani, chiese, monumenti funebri; la sua principale area d’influenza toccò Uboldo, Parabiago, Garbagnate Milanese, Caronno Pertusella, Gerenzano, Misinto, Seregno, Busto Garolfo etc.

Nel 1962 partecipò alla fondazione dell’ordine degli architetti della Provincia di Varese, resosi autonomo dall’Ordine di Milano.

Marini non fu solo architetto, ma artista “a tutto tondo”, coltivò infatti da sempre una grande passione per la pittura e la scultura, costruendo solidi rapporti con grandi artisti come Innocente Salvini e lo scultore Oreste Ornati.

Si arriva ora al soggetto vero e proprio della mostra organizzata e curata dagli architetti Roberta Castiglioni e Davide Mazzucchelli. Ormai giunto al termine della sua carriera, nel 1988 Marini decise di richiamare alla memoria i suoi progetti, ridisegnandoli tutti, 495 tavole ben impaginate e numerate una ad una, offrendoci di fatto una pregevole testimonianza della sua carriera. A seguito dell’incontro con questo materiale, i curatori hanno effettuato quindi una selezione fatta in base a criteri tematici a fine espositivo.

Morì il 27 luglio 2014 all’età di 97 anni.

«Vorrei dire ai giovani architetti di lavorare, disegnare, progettare, immaginare tanto… con l’impegno prima o poi otterranno gli incarichi sperati!»

Enrico Marini, intervista in occasione del 50° anniversario dell’Ordine degli architetti di Varese


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