di EZIO MOTTERLE

Comincia domani un agosto che sa già di autunno. Sarà che il gran caldo sinonimo di estate pare ormai alle spalle dopo i primi temporali, sarà che la raffica inesauribile di emergenze incombenti accorcia inevitabilmente il tempo della distrazione, fatto sta che si assiste a un ritorno anticipato – se non altro psicologico – nei ranghi della vita ordinaria. Come se gli ombrelloni fossero ormai già prossimi alla chiusura, come se davanti non esistesse ancora un congruo tempo di vacanza, come se si dovessero tirare in fretta le somme con la prospettiva delle prime brume settembrine. Entra ormai nei pensieri un autunno prevedibilmente caldo non certo per ragioni meteorologiche, carico di incognite, dall’evoluzione del conflitto in Ucraina a quella dell’emergenza sanitaria, dalla crisi energetica al galoppo dell’inflazione, fino all’appuntamento elettorale con relative conseguenze sul quadro politico. Temi con cui anche chi non ha rinunciato alla vacanza ha dovuto fare i conti fra una spiaggia ed un sentiero, inevitabile riferirsi tra gli svaghi alle preoccupazioni. Non sta andando male la stagione turistica, in provincia di Varese, già si guarda alla possibilità di migliorare i risultati del periodo pre-pandemico. Tra laghi e colline sono tornati anche migliaia di villeggianti stranieri, l’investimento nel settore sta dando i frutti sperati, mentre industria e artigianato segnano importanti incrementi produttivi. Nemmeno il Varesotto è però immune dal senso generale di crisi e incertezza per il futuro. In molti passeranno l’agosto in città, magari riguardando con qualche rimpianto le immagini dei pochi giorni di vacanza trascorsi tra giugno e luglio. Ecco appunto, si avvicina a grandi passi un tempo carico di problemi tali da affievolire l’effetto stesso del sospirato temporaneo “stacco”. Ma in ogni caso qualche settimana per reimpostare obiettivi e programmi c’è ancora. Anche queste note si concedono una pausa fino a settembre. Con la speranza che le previsioni così cariche di inquietudine lascino il posto ad eventi di segno opposto, consentendo di riaprire l’ombrellone – metafora intramontabile della voglia di ottimismo e serenità – anche fuori stagione. Fosse pure sul balcone di casa.