GERENZANO – Si è aperta ieri la mostra “Liberamente sperimentare” a Palazzo Fagnani, realizzata dalla Cooperativa Scelag con il patrocinio del Comune di Gerenzano, alla mostra sono esposte alcune opere di cinque artisti locali, con stili e tecniche profondamente diverse tra loro: Beppe Borghi, Beniamino Calò, Laura Cappellini, Francesco Fazio e Chiara Guzzetti, quest’ultima non presente al vernissage causa Covid. Durante l’evento ha presenziato il Sindaco Stefania Castagnoli e il consigliere comunale Cristiano Borghi.

L’inaugurazione si è aperta con un discorso del Sindaco e a seguire una dissertazione del critico d’arte Dario Ferrè, in merito alla tematica principale della mostra, ossia la sperimentazione artistica. Sono stati passati in rassegna ad uno ad uno gli artisti presenti, sia dal punto di vista del contenuto delle opere, sia dal punto di vista delle tecniche adoperate.

Il primo artista esaminato dal critico è stato Beppe Borghi, fotografo di professione che nel suo repertorio artistico trasforma con la post-produzione i suoi scatti, dando vita a forme geometriche ben delineate, snaturando la cromaticità dei contenuti.

Beniamino Calò, che usa principalmente la tecnica dell’acquarello, secondo il critico, “Usa varie tecniche, parte da un ambito fotografico col fine di fare altre interpretazioni con mezzi differenti (…) trasformare, andare oltre la forma, cambiando colori, visioni e prospettive”.

La terza artista, la tatuatrice Laura Cappellini, scardina il paradigma della precisione assoluta richiesta nella sua professione, con tele dai colori forti e stesi in modo sommario ma significativo.

Francesco Fazio, il quarto artista esaminato da Ferrè, è un fabbro di professione, ed infatti nella sua rassegna di opere esposte, propone sculture in ferro, titolate in modo totalmente concettuale, definendo una certa spiritualità, secondo il critico infatti “La rigidità del ferro va a contrapporsi alla malleabilità spirituale del titolo delle opere”.

L’ultima artista passata in rassegna, Chiara Guzzetti, che non ha presenziato all’evento a causa Covid, usa la grafica 3D per le sue opere, tecnica che padroneggia lavorando in uno studio odontotecnico, il contenuto delle sue opere tratta le vicende di un’immaginaria popolazione del futuro, i Sekin.

L’evento si è concluso con un rinfresco, durante la visita è possibile richiedere il catalogo della mostra, a compenso di un’offerta libera, è altresì possibile fruire di una rassegna di video riguardanti gli artisti esposti.

La mostra rimarrà aperta per due fine settimana: 19–20 e 26–27 novembre, dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 19,00.


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