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SARONNO – “Con la bella cerimonia inaugurale di domenica è iniziato il Mondiale del Qatar, il primo in inverno (a proposito, molto meglio in estate), con un contorno di imbarazzi e per giunta senza l’Italia”.”.

Inizia così la nota di Mauro Rotondi consigliere comunale del Pd sui mondiali in corso in Qatar.

Lunedì ha colpito il gesto dei giocatori della Nazionale Iraniana, rimasti in silenzio durante l’inno prima della partita contro l’Inghilterra. La netta vittoria dell’Inghilterra passa in secondo piano rispetto al gesto eclatante andato in mondovisione. Un gesto di estremo coraggio. Fa ora venire i brividi pensare alle possibili conseguenze al rientro in patria dei giocatori iraniani in un paese dove indossare un velo in maniera errata può costare la vita.

Nel mondiale del business record, con un giro economico per la Fifa 20 volte superiore al precedente mondiale, si apre anche il sipario sul Qatar, ricchissimo paese organizzatore dove diritti umani e politici non sono di casa, l’omosessualità è un crimine e vige una dittatura con discriminazioni e proibizioni di ogni genere. Inoltre, negli stadi avveniristici e lussuosi costruiti a tempo di record, 6500 operai sono morti in questi anni lavorando in condizioni disumane. Tutto accettato in nome dei petrodollari, elargiti alla Fifa da un paese desideroso di accreditarsi alla platea globale attraverso la vetrina dell’evento più importante al mondo. Sul piano dei diritti si gioca in un contesto paragonabile ai Mondiali del 1934 in Italia del ventennio fascista e ad Argentina 1978 all’epoca della dittatura dei generali. Se aggiungiamo che manca anche l’Italia non vi sarebbero molte ragioni per seguire la manifestazione.

Ma la vicenda dei giocatori iraniani fa rumore, provoca reazioni nonostante l’atteggiamento scomposto dei capitani delle squadre più rappresentative, prima solerti nel proporre di indossare la fascia arcobaleno in segno di solidarietà all’Iran, poi altrettanto solerti nel ritirare il loro coraggio iniziale da leoni da tastiera per ripiegare sulla posizione equilibrista della Fifa, pronta a proporre una nuova fascia, antidiscriminazione ma non arcobaleno, nel segno del politically correct.

Al di là dei fatti descritti, lo Sport, come la Musica e il Cinema, si conferma mezzo dalla potenza dirompente nel lanciare messaggi simbolici, un potere infinitamente superiore a ogni altro mezzo, politica inclusa. Lo Sport arriva infatti a toccare cuori e a smuovere coscienze. Per questo il gesto dei giocatori iraniani può lasciare un segno come lo lasciò il pugno alzato di Tommy Smith e Antonio Carlos alle Olimpiadi di Città del Messico 1968, come Bruno Neri, azzurro di Vittorio Pozzo, rifiutatosi di eseguire il saluto romano verso la tribuna autorità nel periodo del ventennio, o come Jessie Owens, figlio di agricoltori neri quando alle Olimpiadi di Berlino del 1936 vinse 4 ori davanti ai nazisti tedeschi teorici della superiorità della razza. Gesti anticipatori destinati a cambiare il corso della storia.

Esiste pertanto la convinzione che anche un Mondiale tanto discusso come quello del Qatar possa diventare un’occasione per accendere a livello planetario i riflettori su questioni importanti come i diritti universali e le libertà statuiti dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo, sistematicamente negati in Qatar come in Iran. Il gesto dei giocatori iraniani ci fa interrogare, ci spinge a non voltarci dall’altra parte, a dare sostegno a chi subisce ingiustizie. Nonostante le citate contraddizioni l’atmosfera magica di un mondiale, di un europeo o di un’olimpiade avrà sempre la forza di unire i popoli e il potere di dare voce e dignità a chi lotta per averle.

23112022


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15 Commenti

  1. Ma davvero a cosa servono queste esternazioni?? Si concentri sui problemi della Città, è stato votato per questo lo sa?

  2. Ma davvero dobbiamo esternare i problemi degli arabi? Ma chissenefrega, a loro piace vivere cosi, dobbiamo occuparci delle loro beghe adesso?. Rotondi, pensa alla tua città e alle inezie della Giunta !

  3. Saronno degrado totale e noi pensiamo ai musulmani ?? Da Saronnese dico: non sono affari miei, che si arrangino al loro paese

  4. Rotondi, apprezzo lo sforzo di coprire le inefficienze della vostra Giunta con argomenti extra Saronno ma ormai non ci credete più neanche voi

  5. Concentratevi su Saronno non sugli Emirati arabi e sulla condizione dei gay in Quatar.Grazie

  6. Esternare sentimenti di pace e di rispetto per le donne, sottolineare violazioni del diritto umano da Governi autoritari fa senz’altro onore per chi vorrebbe confrontarsi e dialogare a livello locale su queste problematiche dalla conformazione ideologica ma esclusivamente morale. E’ scontato presupporre una preparazione politica e culturale molto ampia ed approfondita per affrontare un dibattito serio ma sarebbe ancora più scontato se si provvedesse, nell’ambito della propria sezione, a ricostruire per Saronno anche una nuova sezione di Partito funzionante ed efficace, come l’elettorato chiede.

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