ORIGGIO – “Ci fa piacere sapere che il sindaco di Origgio Evasio Regnicoli abbia accolto la nostra richiesta di un consiglio comunale aperto per discutere con i cittadini del futuro – non molto roseo – dell’area dismessa da Novartis e acquistata da Akno, azienda multinazionale specializzata nella gestione immobiliare di impianti di logistica. Quello che, invece, non ci fa per niente piacere leggere è il resto delle sue dichiarazioni dove viene detto che il problema ricadrà soprattutto su Caronno e Saronno, perché l’abitato di Origgio è decentrato rispetto alla viabilità intorno agli edifici interessati dal nuovo progetto. Davvero il Sindaco pensa che sia solo un
problema di viabilità?”.

Inizia così la nuova nota del comitato prospettive ex Novartis impegnato da mesi nella sensibilizzazione della comunità di Origgio e del Saronnese sul futuro dell’area alle porte del paese lasciata vuota dal trasferimento della Novartis a Milano.

“Davvero pensa che inquinamento e polveri sottili non interesseranno l’abitato di Origgio, anche se un po’ “decentrato” rispetto all’asse viario in questione? E non pensa che con le scelte di oggi stiamo ipotecando il futuro dei nostri figli e la loro salute?

Visto che il Sindaco cita l’articolo 42 della Costituzione, che garantisce la tutela della proprietà privata, il Comitato vuole ricordare anche l’articolo precedente, il 41, in cui si ribadisce che, tale iniziativa, “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale, non dovendo arrecare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza e alla dignità umana”.

Se è vero, quindi, che la trattativa fra Novartis e Akno è un’iniziativa privata, è altrettanto vero che le amministrazioni comunali di Origgio, Saronno, Caronno Pertusella e Uboldo hanno il dovere di vigilare ed evitare che una trattativa tra privati si trasformi in un danno per la collettività.

In ultimo, il sindaco fa notare che il Comitato, che ha raccolto le firme per la richiesta di un consiglio comunale aperto, è un gruppo “politicizzato”, di cui dunque diffidare a priori. Vorremmo far notare che fra i 180 firmatari ci sono persone che non fanno parte dei gruppi politicizzati a cui fa riferimento: richieste come questa, fatte ad organi politici, ma provenienti da comuni cittadini, sono infatti così sentite e trasversali da esulare dalle logiche partitiche e spartitorie a cui ormai siamo da troppo tempo tristemente abituati.

(foto archivio)


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