2000 battute: Saronno 1980 dal rischio indifferenza al 94% di affluenza
21 Maggio 2025

SARONNO – Si conclude con queste righe (ben oltre, ahimè, le canoniche 2000 battute), a quattro giorni dal voto, la “trilogia” dedicata agli anni Ottanta saronnesi.
Le elezioni comunali del 1980, concomitanti con quelle provinciali e regionali, sono emblematiche della teoria vichiana, quella famosa dei “corsi e ricorsi storici”, almeno a parere di chi scrive, il giudizio finale rimane ovviamente ai lettori.
Il “Corriere della Sera” del 5 giugno 1980 pubblica un articolo dal titolo “Saronno malata di indifferenza”, riportando da una parte le considerazioni della DC, partito di maggioranza relativa, dall’altra le riflessioni degli esponenti locali del PSI e del PCI.
Il giornalista Fabio Cavalera, autore dell’articolo, così scrive: “Che domenica verranno aperti i seggi lo si capisce solo dai manifesti attaccati sui muri delle strade. Ai comizi c’è poca gente e le sedi dei partiti sono vuote. In questi giorni che precedono il voto Saronno, quarantamila abitanti a cavallo fra le province di Milano, Varese e Como, non cambia la sua tradizionale fisionomia di città tranquilla. Indifferenza? Le forze politiche sono preoccupate. Non c’è partecipazione […]. E’ una campagna elettorale dimessa, la «meno interessante» degli ultimi anni. Si guarda con attenzione al momento dell’apertura delle urne per capire se questo «distacco» potrà tradursi in una astensione massiccia”.
Questa premessa del giornalista del “Corriere” fa da preambolo alle valutazioni dei politici saronnesi, a pochi giorni dalle elezioni amministrative. Per la DC, parla il sindaco uscente Augusto Rezzonico: “Non riesco a fare previsioni […] ma mi auguro che i timori possano essere sminuiti”. Nell’articolo, Cavalera riporta i giudizi delle opposizioni, secondo le quali la coalizione uscente sarebbe incolore, piatta, incapace di risolvere i problemi del verde e della casa. Rezzonico risponde così. “Abbiamo incontrato difficoltà nei primi due anni. […] negli ultimi trentasei mesi si è lavorato bene. È stata costruita una nuova scuola media, è sorto il palasport, abbiamo approvato il piano regolatore”. L’autore dell’articolo descrive Saronno come città di piccole e medie imprese artigiane (oltre mille), tessili, elettromeccaniche, una economia ricca che dà lavoro a migliaia di persone anche del circondario. Con Seregno e Cantù costituisce un “polo” nuovo nella realtà lombarda, Consapevole di questa posizione acquisita soprattutto negli ultimi anni Saronno chiede di diventare provincia autonoma. Di seguito le considerazioni di Rezzonico: “Si tratta di costruire una barriera fra Milano e Varese con le quali non condividiamo più modi di vita e di cultura. È un discorso che potrà andare avanti solo con la riforma degli enti locali”. Si prevede che, dopo le elezioni, gli equilibri dovrebbero rimanere immutati, con la DC pronta per una nuova alleanza con i partiti minori (PLI, PSDI, PRI), disposta comunque a riaprire al PSI. “Purtroppo il PSI a Saronno è sulle posizioni di Signorile e di Achilli e non vuole costituire una maggioranza con noi. Con il PCI non è possibile parlare di alleanze”.
Chiamati in causa, comunisti e socialisti lanciano contro la giunta accuse pesanti: “inefficienza” e “incapacità di amministrare”. Così Antonio Volpi per il PSI: “Il giudizio sulla maggioranza DC-PSDI è certamente negativo”. Molti i motivi: “La città ha ormai assunto una fisionomia mediorientale. È sporca soprattutto nella sua periferia e i parchi vengono lasciati lentamente morire. È anche culturalmente povera. Isolata dal resto della Lombardia, con poche esperienze di teatro. […]. Saronno è una città ricca. Stranamente, però, solo una cinquantina di famiglie dichiarano redditi superiori ai dieci milioni [di Lire]. Molta gente evade il fisco. È ora di farla finita. Noi abbiamo più volte chiesto alla giunta di muoversi ma non è stato fatto nulla. […]. La nostra è una delle città più care della regione. Il comune non ha voluto o saputo programmare una politica sul carovita. […]. La gente è effettivamente stanca. È un dato preoccupante perché fino a poco tempo fa i cittadini partecipavano alla vita politica. A Saronno già nel 1972 si votò ad esempio per i consigli di quartiere. La percentuale dei votanti superò il 62 per cento. Molto alta per una esperienza nuova. Purtroppo i consigli di quartiere non hanno funzionato, la Democrazia cristiana li ha svuotati di significato e di potere. Se c’è indifferenza è perché la giunta non ha stimolato gli abitanti con iniziative culturalmente interessanti. La DC di Saronno è un partito particolarmente piatto”.
E il PCI? “I comunisti negli ultimi due mesi hanno distribuito in tutta Saronno migliaia di questionari, poi li hanno raccolti e infine elaborati. Sulla base delle risposte che hanno ottenuto è stato elaborato un programma”. Così Ulderico Sbrissa, capogruppo comunista uscente: “Si è notato che i problemi più sentiti sono quelli della casa, del verde e della difesa dell’ambiente. Questioni che la giunta DC-PSDI non ha risolto. La maggioranza non ha mai accolto le critiche e le proposte delle opposizioni, si è sempre chiusa in sè stessa. Noi comunisti avevamo ad esempio chiesto l’istituzione di una commissione economica con compiti di indagine e di studio sulla realtà occupazionale e industriale nella zona. Commissione che ci aiutasse poi ad indicare valide soluzioni. La DC ci ha boicottato. […]. Saronno ha bisogno di facce pulite e di giovani. È l’unico modo per cambiare”.
A spoglio effettuato, si scopre che l’affluenza è stata del 94% (dato Regionali 1980).
Il mese di giugno si chiude con tre attentati presso le sedi DC di Saronno, Ceriano Laghetto e Solaro. Nella notte fra il 24 e il 25 giugno, davanti alla sede saronnese della DC, in Via Pietro Micca, si sente un’esplosione, seguita da un principio di incendio.
Buon voto, saronnesi.
Bibliografia:
– Fabio Cavalera, “Saronno malata di indifferenza”, in “Corriere della Sera”, 5 giugno 1980, pag. 23;
– “Ordigni esplodono di notte contro tre sezioni della DC”, in “Corriere della Sera”, 26 giugno 1980, pag. 23.
Immagini:
– Augusto Rezzonico: https://www.ilsaronno.it;
– Antonio Volpi: https://www.youtube.com/watch?v=Y1lAltDt_rU, Pierodasaronno Onlyforfriends (autorizzazione richiesta e concessa);
– Ulderico Sbrissa: SPI Insieme CGIL Varese, n. 1, febbraio 2010, pag. 12;
– Fabio Cavalera: https://www.senzabavaglio.info/2018/11/14/fabio-cavalera/
– Elezioni regionali 1980: https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=R&dtel=08/06/1980&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=3&levsut1=1&lev2=86&levsut2=2&levsut3=3&ne1=3&ne2=86&es0=S&es1=S&es2=S&es3=N&ms=S&ne3=861010&lev3=1010;
– Archivio fotografico del comune di Saronno.

2000 battute (più o meno) fuori sacco
Storia locale e storie locali dal passato remoto agli anni più recenti, per provare a interpretare l’attualità rileggendo ciò che è accaduto. Storie e curiosità lette, trovate negli archivi o ascoltate negli ultimi trent’anni. Senza presunzione, cercando di imparare ogni giorno qualcosa in più.




