Referendum, Rotondi: “Giovani di Saronno, fate sentire la vostra voce per dire sì al cambiamento”
3 Giugno 2025

SARONNO – “Giovani di Saronno, è il momento di far sentire la vostra voce”. È l’appello lanciato da Mauro Rotondi, candidato del Partito Democratico, in vista del referendum dell’8 e 9 giugno sull’abolizione del Jobs Act.
Rotondi richiama l’attenzione sulla legge varata nel 2015, che doveva rappresentare una vera “rivoluzione copernicana” per il mercato del lavoro italiano, promettendo milioni di nuovi posti e maggiore libertà per aziende e lavoratori. Ma la realtà, sottolinea, è stata ben diversa: l’aumento dell’occupazione iniziale sarebbe stato legato solo agli incentivi statali per le assunzioni, senza effetti duraturi.
“Si sbandierano aumenti dell’occupazione – afferma Rotondi – ma la gran parte dei contratti sono precari, con lavoratori poveri, spesso altamente qualificati”. Un problema che si riflette anche nelle tutele: chi è stato assunto prima del 2015 ha diritto alla reintegra in caso di licenziamento illegittimo, mentre chi è entrato dopo può essere licenziato senza giusta causa, ricevendo solo un’indennità legata all’anzianità di servizio.
Secondo Rotondi, il Jobs Act ha fallito anche sul fronte delle politiche attive per il lavoro, lasciando le imprese senza crescita, innovazione e personale specializzato. In questo contesto, il mercato del lavoro è diventato “un campo minato per i giovani”, molti dei quali scelgono di emigrare. Citando dati del Corriere Economia, Rotondi evidenzia come siano stati 100.000 i giovani italiani emigrati negli ultimi due anni, con Lombardia e Veneto in cima alle regioni che perdono più capitale umano.
“Le stime rivelano che per ogni giovane straniero che arriva in Italia, ben 7,5 italiani decidono di partire”, sottolinea. Un’emorragia che, aggiunge, aggrava il già drammatico calo demografico: i giovani italiani sono passati da 13,5 milioni nel 2000 a 9,1 milioni nel 2024.
Per Rotondi, il referendum riguarda soprattutto i giovani, “i primi a dover rispondere”. Anche Saronno paga un prezzo alto: “Tutti conosciamo amici, parenti, figli o nipoti saronnesi costretti a partire. Non più con la valigia di cartone di un tempo, ma con un trolley pieno di competenze, sogni e amarezza”, afferma, puntando il dito contro un paese che non sa trattenere i suoi talenti.
“L’Italia non deve essere il Paese che si lascia. Deve tornare a essere il Paese in cui restare e costruire un futuro. Partire per fare esperienza, ma poi tornare per migliorare il proprio paese”, conclude.
Il messaggio di Rotondi è chiaro: “Basta precarietà. Sì a un lavoro stabile, sicuro, onesto, con leggi più giuste ed eque. L’8 e 9 giugno cambiamo il futuro e andiamo a votare SÌ al Referendum”.
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Commenti
Il PD manda avanti Rotondi a parlare di Referendum per fare luce in qualche modo sulla Pagani. La sinistra ..
Voterò Si senza indugi
rotondi questo lo hai letto? approfondiamo un po’ va la’..
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0927537119300326
Rotondi, scusa, ma quella che vuoi abolire non è una legge voluta da Renzi quando era segretario del tuo partito? E Italia Viva che sostiene la Pagani cosa dice?
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Il Job’s act ha fallito, Renzi è fuori da un pezzo,il PD attuale ha raccolto le firme per il referendum in collaborazione con altri soggetti


