Saronno, “Vivere, non vivacchiare”: il messaggio di Rotondi al nuovo consiglio comunale
7 Luglio 2025

SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo il primo intervento in consiglio comunale del consigliere comunale di Mauro Rotondi del Partito Democratico al primo consiglio comunale.
“È un piacere vedervi così in tanti. Spero di vedervi ancora numerosi anche in futuro. Di solito, alla prima seduta c’è tanta gente, alla seconda la metà, e dalla terza in poi, a malapena due file di persone.
Eppure voi avete un potere. Un potere da esercitare: vi è dato dalla democrazia. Dovete vigilare, stimolare, spronare, proporre – al di là del colore politico. Il mio non sarà un intervento politico. Questo è il momento dei ringraziamenti, dopo tanta fatica.
Innanzitutto, è un piacere tornare in questa sala, intitolata ad Agostino Vannelli. Vorrei ricordare chi era: medico, partigiano, primo sindaco di Saronno – ebbene sì, comunista – ma soprattutto una persona buona e onesta. Vissuto fino a 104 anni, ha servito la sua città e la democrazia con amore e dedizione.
Ringrazio ovviamente la mia famiglia, i parenti, gli amici, i sostenitori e i miei elettori. È grazie a loro se sono ancora qui. Ringrazio chi oggi non c’è più: tanti amici e compagni di cui ho tanti ricordi belli. Vorrei ricordare in particolare Rino Cataneo – compagno, amico, segretario – da cui ho imparato tanto. Se sono ancora qui, è anche grazie ai suoi insegnamenti. Un ringraziamento speciale va a chi, il 7 marzo, nella sede del Partito Democratico di Saronno, al termine di un lungo percorso tormentato iniziato dopo la fine della precedente amministrazione, ha scelto il cambiamento. In una riunione infinita terminata all’una e mezza di notte, con un atto di coraggio – a tratti traumatico, da molti considerato folle e irresponsabile – un gruppo di militanti convinti decise di candidare l’attuale sindaca. Quel momento è stato l’origine di tutto, senza il
quale nulla sarebbe accaduto. Io ero tra quelli, e lo voglio fissare adesso nella memoria collettiva di tutti, in particolar modo del Partito Democratico di Saronno, per sempre.
Poi, certo, il secondo pezzo lo hanno fatto i saronnesi, realizzando l’impossibile al secondo turno: una vittoria insperata, a tratti irrazionale a cui pochi credevano. Il cosiddetto “miracolo”. Rivolgo un pensiero al precedente sindaco, Augusto Airoldi. Non ho condiviso molte cose del suo operato, ma in ogni persona trovo sempre qualcosa da ammirare. Di lui ho ammirato due cose: la passione per la poesia e la pittura – qualità non da poco in un mondo arido e poco umano – e poi la passione per Saronno con l’instancabile lavoro: otto, nove ore al giorno. Un esempio di dedizione per tutti.
Chiudo con una frase che da un po’ di tempo mi rimbomba nella testa: “Vivere, non vivacchiare”. Semplice e breve. Non l’ha detta un artista, una rockstar o un filosofo. L’ha detta un santo: Pier Giorgio Frassati. Racchiude in poche parole il significato di come vivere la vita in pieno. In fondo, a pensarci bene, credo di essermi sempre ispirato a lui. Ed è a lui che voglio ancora ispirarmi. In bocca al lupo, Saronno.
(foto d’archivio)
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Commenti
Tra tanti interventi noiosi, banali e ripetitivi spicca un grande Mauro Rotondi
Lui vivacchia
Vivere non vivacchiare.
Ci mancava lo spirituale coach alla politica
Dagli esponenti di sinistra le dichiarazioni dei consiglieri è un profluvio di ammore da libro cuore.
Le sorelle giudici in censura superano persino orban
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Orban? certo perché la von der layen invece è il simbolo della libertà di stampa e di espressione in Europa




