Ex Novartis, in arrivo un data center? Il comitato chiede chiarezza e fa il punto
9 Luglio 2025

ORIGGIO – Riceviamo e pubblichiamo la nota del Comitato Prospettive area ex Novatis in merito all’ipotesi che nel sito venga realizzato un data center.
Come Comitato, ci preme innanzitutto ribadire la nostra posizione: il nostro impegno è indirizzato alla riqualificazione sostenibile del sito ex-industriale, secondo criteri ambientali, sociali e urbanistici che tutelino il territorio e migliorino la qualità della vita dei cittadini.
Saturazione del mercato logistico e incertezze sul futuro del sito
Negli ultimi anni, il territorio ha visto sorgere numerose strutture logistiche. In quest’ottica, il mercato appare già saturo e il progetto inizialmente ipotizzato per l’area ex-Novartis – la realizzazione di una piattaforma logistica – risulta sempre meno credibile. Oltre alle forti criticità ambientali e legate all’aumento del traffi co, il progetto è stato dichiarato assoggettabile a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), e ha già raccolto posizioni di contrarietà da parte di diversi Comuni limitrofi .
La nuova ipotesi del datacenter: opportunità o rischio?
L’ipotesi, di cui si era già parlato ed è stata rilanciata nelle ultime ore dalla stampa, di un possibile datacenter realizzato da Akno solleva domande e perplessità.
Nessun progetto è attualmente presente sul sito Silvia della Regione Lombardia, strumento ufficiale per la consultazione dei progetti in corso. In assenza di atti pubblici, ci chiediamo con quale legittimità tale informazione sia stata diff usa.
L’impatto ambientale dei datacenter
Pur trattandosi di un’infrastruttura diversa da una logistica, anche un datacenter ha un impatto ambientale non trascurabile. Consuma grandi quantità di energia elettrica e acqua, emette rumore, aria calda e umida, e funziona in modo continuo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, con emissioni costanti. I grandi datacenter possono contribuire signifi cativamente al fenomeno delle “isole di calore” urbane. Inoltre, i generatori di emergenza – previsti per garantire la continuità operativa – non sono normalmente dotati di sistemi di abbattimento degli inquinanti, essendo considerati “di emergenza”, e rappresentano una fonte potenziale di inquinamento.
Degrado come strategia?
Non possiamo non osservare come il progressivo degrado degli edifici della ex-Novartis vada a vantaggio di chi, come Akno, ha interesse a ricostruire da zero massimizzando la volumetria disponibile. Questo è un ulteriore motivo per cui la riqualificazione dell’area va guidata da un progetto pubblico e partecipato, e non lasciata a logiche speculative.
Una proposta proattiva e sostenibile
Il Comitato Prospettive Area Ex Novartis è favorevole alle trasformazioni improntate alla sostenibilità, nel rispetto dell’ambiente e del territorio. Tra le misure concrete di mitigazione ambientale che proponiamo:
– Utilizzo esclusivo di energia da fonti rinnovabili
– Istituzione di una comunità energetica locale
– Uso di generatori a fuel-cell al posto dei diesel
– Ampliamento dei parchi del Lura e dei Mughetti
– Interventi di ingegneria naturalistica per integrare gli edifi ci nel contesto paesaggistico
Infine, ricordiamo che un datacenter occuperebbe circa una trentina di addetti, meno rispetto a una logistica, ma con professionalità più qualificate. Anche questo è un aspetto che merita approfondimento in un’ottica di sviluppo territoriale intelligente e sostenibile.
In attesa di chiarimenti ufficiali e della verifica della veridicità delle informazioni diffuse, invitiamo l’Amministrazione comunale alla massima trasparenza e alla collaborazione con le realtà locali. Il recupero dell’area ex-Novartis rappresenta un’occasione irripetibile: va affrontato con visione, rispetto per il territorio e responsabilità collettiva.
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Commenti
Il progetto quindi è che il comitato compri l’aria e la sfrutti per ampliare il parco Lura? Mi sembra bellissimo! Potrebbero farlo anche con le loro case, anzi.
Se vi danno fastidio anche i datacenter , dovreste coerentemente abbandonare social e cellulari, tornare alla vecchia lettera scritta a mano e recapitata casella postale per casella postale . A piedi.
in tutto 7
vabbhe adesso attacchiamoci pure ai generatori di emergenza…. se si accendono per un’ora una volta l’anno è già un miracolo, inquina di più l’auto di uno qualsiasi dei membri del comitato


