Da Saronno in America Latina in bici, Carlo Motta racconta la festa dell’indipendenza del Cile
29 Settembre 2025

SARONNO – Carlo Motta, ciclista saronnese e attivista di Bicipace, è di nuovo in sella alla sua bici per una nuova avventura alla volta dell’America Latina. Riceviamo e pubblichiamo il suo diario di viaggio dello scorso 18 e 19 settembre.
Putre. Un bel paesino di origine aymara, la popolazione pre-colombiana di queste zone. Il villaggio è completamente infiocchettato con i colori del Cile: bandiere, striscioni, persino cofani e specchietti delle auto; blu, rosso e bianco svettano ovunque. Scoprirò poi che una legge obbliga in queste occasioni ad esporre la bandiera. Mi spingo ad esplorare i sentieri sopra il pueblo. I festeggiamenti per il giorno dell’indipendenza sono stati abbastanza deludenti: giochi di equilibrio, abilità, mancava giusto la corsa nei sacchi, e musica pseudomoderna. Niente cueca, il ballo nazionale del Cile. È una danza di corteggiamento, molto armoniosa: si balla a coppie utilizzando un panuelo, fazzoletto, come estensione del corpo. L’ho vista ballare la prima volta oltre 30 anni fa in Italia al matrimonio di amici e compagni cileni scampati alla dittatura di Pinochet.
Viernes 19 de septiembre
Putre-arica, 140 km e 600 mt+ almeno questa l’idea iniziale. Sveglia alle 7, fa freddo e tira vento. Mi ri-infilo sotto le coperte a riflettere e poco dopo decido che ne ho abbastanza di vento e non voglio prendermi il rischio di dover viaggiare al buio su una strada statale. C’è la possibilità di fare il tratto in bus: nel pomeriggio un torpedone collega Putre con Arica. È il mio. I primi 100 km passano tra paesaggi maestosi e assolutamente desertici, qualche gruppo di case, poche, e qualche cantiere stradale. Poi, quando si arriva in piano un piccolo fiume, il San José, percorre la valle, cominciano le coltivazioni e ii fondo di colora di verde. È impressionante lo stacco cromatico tra i colori delle rocce e della sabbia delle pareti con i vari tonalità di verde del fondo. Assomiglia alle vallette marocchine lunghe e strette (l100-200 metri) con le oasi sul fondo costruite attorno al piccolo ouadi (fiume). Assomiglia ma solo a livello cromatico perché qui le dimensioni sono molto più grandi tra una parete e l’altra anche 2-3 km). Quando si arriva sulla costa il confine con il Perù dista meno di 10 km. È una delle frontiere che gli immigrati provenienti da Perù, Bolivia e altri paesi vicini, tentano di passare per entrare “illegalmente” in Cile. Sono frontiere anche di grande traffico di droga.
Mi accoglie una città grande, oltre 250.000 abitanti, il centro è la zona sulla costa sono caotici a causa dei festeggiamenti per l’indipendenza che qui dureranno tre giorni.




