La denuncia di Cgil: “Licenziata dopo un intervento per il tumore al seno”. E’ successo a Rescaldina
20 Ottobre 2025

RESCALDINA – La Nidil Cgil Ticino Olona e la Nidil Cgil Lombardia hanno reso pubblica la vicenda di Rosaria Ferro, 55 anni, separata e madre di un figlio di 18 anni, impiegata in somministrazione in un’azienda di Rescaldina. Dopo aver affrontato un tumore al seno e aver ripreso regolarmente il lavoro con orario ridotto, la donna si è vista interrompere la missione “per mancanza di lavoro”. Una motivazione che, secondo il sindacato, non trova riscontro nei fatti, poiché nello stesso periodo l’azienda ha assunto sei nuove persone, tre delle quali nel suo stesso reparto.
Rosaria era stata assunta tramite un’agenzia per il lavoro il 18 gennaio 2022 e, dopo un primo periodo positivo, l’azienda ne aveva chiesto la stabilizzazione a tempo indeterminato nel gennaio 2023. All’inizio del 2025 la diagnosi di carcinoma, seguita dall’intervento chirurgico del 13 marzo e dalla radioterapia. Dopo la convalescenza, l’11 giugno il medico competente l’aveva giudicata idonea con limitazioni, e l’Inps le aveva riconosciuto due ore di permesso giornaliero fino a giugno 2026.
Il 7 ottobre il sindacato ha incontrato la direzione di Recuperator, contestando una decisione che considera discriminatoria verso una lavoratrice che ha affrontato una malattia grave. L’azienda ha risposto che la conclusione delle missioni del personale in somministrazione rientra nelle proprie facoltà e non richiede motivazioni.
La Cgil sottolinea che se Rosaria fosse stata dipendente diretta dell’azienda non sarebbe stato possibile procedere a un licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo. Per i lavoratori in somministrazione, invece, queste tutele non valgono: anche chi ha un contratto a tempo indeterminato può essere interrotto dall’azienda utilizzatrice da un giorno all’altro.
Per questo, Nidil Cgil ha chiesto al Comitato Etico del gruppo di cui fa parte l’azienda di verificare la coerenza del comportamento con i principi del proprio codice etico e ha sollecitato l’intervento della Consigliera di Parità della Regione Lombardia per accertare eventuali violazioni.
“È inaccettabile – dichiara il sindacato – che una persona che ha affrontato una grave malattia e ha dimostrato responsabilità e determinazione nel rientrare al lavoro venga lasciata a casa senza alcuna motivazione. Serve una tutela reale per i lavoratori in somministrazione, per porre fine a una precarietà che troppo spesso si traduce in discriminazione.”
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Commenti
Anche la cgil ha licenziato suo personale senza se senza ma in passato? E quindi? Adesso il Saronno riscopre il giornalismo di parte dopo che i comunisti sì sono ringalluzziti con le manifestazioni propal
Toh! Il Saronno diventa un house organ della CGIL.