2000 battute 1914 anno “nero” per gli infortuni sul lavoro
12 Novembre 2025

Nei giorni precedenti il Natale del 1912 viene approvata in Parlamento la legge n. 1361, promotore Filippo Turati, tra i primi e più importanti uomini di punta del socialismo italiano e tra i fondatori del partito socialista. La legge prevede il riordino delle misure relative alle ispezioni sul lavoro, emanate nel 1906: “Sotto l’impulso pressante delle associazioni sindacali il Governo presentò un nuovo disegno di legge per lo stanziamento dei fondi necessari ad ottenere, in via provvisoria, un servizio di vigilanza per dare attuazione alle leggi di tutela del lavoro. La legge n. 380 del 19 luglio 1906 istituiva, quindi, il Corpo degli Ispettori del Lavoro, pur limitato ai soli tre Circoli di ispezione di Torino, Milano e Brescia. L’esperimento del Servizio ispettivo provvisorio fornì, anche se allo stato embrionale, precisi elementi di valutazione per la stesura del progetto definitivo dell’organo che si tradurrà, dopo un estenuante travaglio parlamentare, nella legge 22 dicembre 1912 n. 1361, considerata l’atto ufficiale di nascita dell’Ispettorato del Lavoro”.
Interessanti le considerazioni con cui l’onorevole Filippo Turati, nella relazione di accompagnamento alla legge del 1912, definisce gli ispettori del lavoro: “Trattasi di personale che deve essere dotato di prontezza e resistenza fisica quasi militari, di cultura varia e incessante incremento di agilità intellettuale, propria a seguire i rapidi progressi delle industrie e a sentire e a risolvere problemi nuovi e sottili; insospettabile per sicura probità fra molteplici lusinghe, e capace di acquistarsi in breve l’autorità necessaria a vincere, con accorta e delicata fermezza, la resistenza e, talvolta, la collusione di industriali potenti e di intere masse operaie. Un personale così altamente qualificato, così diverso dal tipo tradizionale del burocrate esecutivo è già difficile a reclutarsi con l’offerta di stipendi di L. 200 e di L. 300 annue lorde di parecchie ritenute, soprattutto in centri industriali ove è caro il costo della vita e dove operai e capi operai e medici e ingegneri appena mediocri, facilmente si procacciano il doppio, con minore responsabilità e fatica”.
Il 30 dicembre, pochi giorni dopo l’approvazione della legge, a Saronno si registrano tre infortuni sul lavoro: un operaio di una vetreria, “[…] causa la caduta di una cassa di vetri, riportava contusioni alla gamba destra, giudicate guaribili in venti giorni”. Un altro operaio, dipendente dell’Officina Costruzioni Meccaniche, “[…] piazzando sulla macchina un pezzo di ferro, fu colpito alla mano sinistra e riportò lesioni giudicate guaribili in quindici giorni”. Infine, un pastaio impiegato presso un “prestino” locale, “[…] ebbe il dito medio della mano destra impigliato nella impastatrice e riportò contusioni giudicate guaribili in 15 giorni”. Episodi non isolati, sintomatici del forte e disordinato sviluppo delle attività industriali e produttive nel borgo saronnese, dalla fine dell’Ottocento al primo conflitto mondiale.
È il 1914 l’anno “nero” per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro locali.
All’inizio di aprile due operai rimangono feriti (lesioni giudicate guaribili in dieci giorni) in una offelleria, “[…] ove trovasi una impastatrice mossa da un motore elettrico”. Il titolare dell’attività non denuncia l’infortunio alle autorità e viene quindi denunciato.
Infortunio mortale qualche giorno più tardi: in una grossa tintoria “[…] è avvenuta ieri una gravissima disgrazia, che ebbe conseguenze mortali. Il giovane quindicenne, B.D. nipote del proprietario della tintoria, mentre lavorava attorno ad una vasca, contenente della tintura bollente, vi cadeva dentro, riportando gravissime contusioni. Trasportato all’Ospedale Maggiore, stamane cessava di vivere dopo inaudite sofferenze”.
Giugno 1914. Doppio infortunio presso l’Officina Costruzioni Meccaniche: “[…] l’operaio A.B., di anni 24, mentre lavorava con altri compagni fu violentemente colpito in fronte da un ferro che stava smussando e che gli causò una larga ferita. Fu giudicato guaribile in 25 giorni. […] l’operaio A.B., di anni 34, fu colpito all’occhio da una scheggia di ferro e riportò una lesione guaribile in giorni venti”.
Un mese dopo, nuovo infortunio mortale: avviene ancora alle Officine Meccaniche, il più grande stabilimento industriale saronnese dell’epoca. “Ci telefonano da SARONNO, 8 sera: Una grave disgrazia è avvenuta nel pomeriggio nello stabilimento delle Maschinen Fabrik. Il capo reparto attrezzista G.L., d’anni 53, è stato colpito alla testa da una pesante leva di ferro che gli ha spaccato il cranio. Il disgraziato venne subito condotto all’ospedale di Milano ma vi giunse agli estremi”.
“Morti bianche”, sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, insufficienza dei controlli, difficoltà nel reclutamento del personale ispettivo, temi ancora attuali, dopo più di cento anni.
Fonti:
– https://www.lavoro-confronto.it/archivio/numero-27/sicurezza-sul-lavoro;
– “Operai disgraziati”, in “Cronaca Prealpina”, 31 dicembre 1912, pag. 1;
– “Una contravvenzione per una mancata denuncia”, in “Cronaca Prealpina”, 6 aprile 1914, pag. 2;
– “Un giovane che cade in una vasca di tintura bollente e muore”, in “Cronaca Prealpina”, 10 aprile 1914, pag. 2;
– “Due infortuni sul lavoro”, in “Cronaca Prealpina”, 9 giugno 1914, pag. 2;
– “Spaventosa disgrazia alle officine meccaniche”, in “Cronaca Prealpina”, 9 luglio 1914, pag. 2.
Immagini:
– https://www.museomils.it/collezioni/ (Maschinen Fabrik);
– Collezione privata (Lazzaroni e Torley).

Storia locale e storie locali dal passato remoto agli anni più recenti, per provare a interpretare l’attualità rileggendo ciò che è accaduto. Storie e curiosità lette, trovate negli archivi o ascoltate negli ultimi trent’anni. Senza presunzione, cercando di imparare ogni giorno qualcosa in più.
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Commenti
Molto interessante, grazie!!




