Punta nascita, Attac: “Chiusura segno declino ospedale Saronno”
21 Novembre 2025

SARONNO – Sta suscitando dibattito in città la notizia, data dal consigliere regionale Samuele Astuti a margine di un incontro sulla sanità lombarda a Caronno Pertusella, della definitiva chiusura del Punto nascita dell’ospedale di Saronno.
Ora la presa di posizione del gruppo Attac Saronno, che segue da vicino le vicende del nosocomio di piazza Borella: “Nonostante i roboanti articoli sulla stampa locale da cui sembrava emergere un possibile rilancio dell’ospedale di Saronno, dopo una serata sul tema della salute a Caronno Pertusella organizzata dal Pd con la presenza del consigliere regionale Astuti, apprendiamo con sdegno la definitiva chiusura del reparto maternità – punto nascite. Reparto che prima della pandemia fu rinnovato e ammodernato, certamente non in funzione poi di una chiusura a breve. Come sempre risorse dei contribuenti sperperate, come sempre – ciò nonostante – senza che i dirigenti sanitari debbano risponderne alla cittadinanza, che è depositaria dei bisogni di salute; non fa eccezione il direttore generale in carica dell’Asst Valle Olona, cui l’ospedale di Saronno fa riferimento, Daniela Bianchi, che della chiusura definitiva del punto nascite saronnese aveva fatto un manifesto programmatico sin dal suo insediamento. Riteniamo errato che il discrimine per tenere aperto il punto nascite sia determinato esclusivamente dal numero di parti effettuati, esistono possibili deroghe, che sappiamo essere state attuate altrove”.
Proseguono da Attac: “Chiudere questo reparto crea un reale disagio per tutte le donne, di Saronno e del bacino di utenza dei comuni limitrofi costrette a spostarsi in altri ospedali. Solo perché l’ospedale di Saronno non viene considerato centro di un bacino di utenza reale di 200 mila abitanti, mentre l’azienda sanitaria attesta la sua pianificazione sui soli abitanti del suo distretto sociosanitario. Avvicinandosi al 25 novembre, Giornata contro la violenza alle Donne, riteniamo che anche questa decisione sia espressione di una cultura e una pratica che – come l’eliminazione dell’educazione psico-affettiva e sessuale nelle scuole – mette al margine i diritti delle donne e le espone ulteriormente a dinamiche di discriminazione e violenza di genere. Spiace che la precedente Amministrazione ritenesse causa di scarsa attrattiva da parte dei medici – bandi andati a vuoto per il polo ospedaliero cittadino – proprio quella parte di cittadinanza attiva che da anni si occupa dell’argomento”.
Ancora Attac: “In settimana all’auditorium Aldo Moro abbiamo organizzato una serata pubblica in cui da Lodi abbiamo appreso come iniziare percorsi partecipativi reali ed efficaci sul tema della Salute Locale, che ha visto la partecipazione e l’adesione di persone dell’amministrazione civica di Saronno, sindaca Ilaria Pagani compresa. Confidiamo che pratiche di questo genere, oltre a consentire alla cittadinanza di intervenire più direttamente nelle decisioni che la riguardano, possano creare le condizioni, come sta avvenendo a Lodi, per un maggior potere contrattuale dell’amministrazione Comunale nei confronti delle autorità sanitarie a tutti i livelli. Quelle che, a livello cittadino, chiudono punti nascita perché nasce il 3% in meno dei bimbi previsti. Quelle che, a livello regionale, delibera o in gran segreto l’utilizzo a scopo privato di ambulatori ospedalieri e medici pubblici (il “super intramoenia), ennesimo passo verso la definitiva privatizzazione della sanità pubblica in Lombardia, contro cui come cittadini stiamo organizzando le opportune risposte popolari, come da anni facciamo attraverso l’azione diretta della nostra associazione e quella del Comitato “Il Saronnese per l’ospedale e la sanità pubblica”.
21112025
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Commenti
La ivg viene comunque praticata lo stesso?
La precedente amministrazione della difesa dell’Ospedale si è occupata per 5 anni; la vostra amica Pagani che cosa ha fatto in 6 mesi? NULLA.
Hanno chiuso Saronno con la scusa del COVID. E così hanno favorito tutti quelli che erano in sofferenza. Sostengono che sotto i 500 parti all’anno i punti nascita vanno chiusi. A Saronno quanti nati gli anni prima del COVID?


