Villa Gianetti come Cenerentola, Azzi contro la scelta politica della giunta: “Dal milione della commissaria a… zero”
2 Dicembre 2025

SARONNO – “Villa Gianetti non è solo un edificio: è un simbolo. Dopo anni di colpevole abbandono e oblio, fu restituita alla città il 2 giugno 2003 dall’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Pierluigi Gilli”
Inizia così la nota di Forza Italia firmata dal capogruppo Lorenzo Azzi in merito alle decisioni, annunciate nell’ultimo consiglio comunale sulla sede di rappresentanza di via Roma.
Da allora è diventata una delle strutture più utilizzate, più rappresentative e più amate di Saronno, anche se allora la sinistra locale aveva profetizzato che la restaurata villa sarebbe diventata uno “scatolone vuoto”. Invece, si è avuta la prova concreta che, quando si sa governare e utilizzare con lungimiranza le risorse, anche ciò che sembra impossibile si realizza. Villa Gianetti, dal 2003, è rimasta aperta ai Saronnesi come centro di attività pubbliche per tutti e rappresenta il segno duraturo della capacità amministrativa del centrodestra.
Oggi però il quadro è radicalmente cambiato. I residenti e molti cittadini segnalano una situazione di degrado evidente, sia per la villa sia per il parco. Mancanza di manutenzione, incuria, perdita progressiva di decoro. Una parabola discendente che non nasce per caso.
Il Commissario Prefettizio, nei mesi in cui ha gestito il Comune di Saronno, aveva stanziato un milione di euro per la riqualificazione del parco di Villa Gianetti. Una scelta chiara, razionale, mirata alla tutela di uno dei beni più importanti della città. La giunta di sinistra che governa oggi ha però deciso di spostare quelle risorse: 380.000 euro su Palazzo Visconti (oltre a quelli già ottenuti come finanziamento dalla Regione), 500.000 euro sulla pavimentazione di via Portici, guarda caso nella Ztl che ha meno bisogno di cura di tanti marciapiedi pericolosi in periferia. A Villa Gianetti, nulla.
La motivazione fornita è che la Villa avrebbe bisogno prima di interventi strutturali e solo dopo di quelli sul parco. Tesi che si può anche discutere, ma che apre una domanda inevitabile: se davvero gli interventi strutturali sono prioritari, perché quei fondi non sono stati destinati proprio a questo? Perché toglierli del tutto da Villa Gianetti? A queste domande, come da consolidata abitudine, non è arrivata alcuna risposta.
Resta solo un’impressione politica, difficile da ignorare: Villa Gianetti non “piace” a questa amministrazione (come non è mai piaciuta alla sinistra, che l’aveva lasciata ridurre in fatiscenza prima dell’intervento risanatore dell’Amministrazione Gilli). Forse perché ricorda troppo un modo diverso di amministrare, fatto di scelte concrete, risultati visibili e capacità di visione. Forse perché ricorda che si può governare bene.
Nel frattempo, Villa Gianetti, da simbolo di rinascita, rischia di essere ridotta a Cenerentola. E questa volta non per mancanza di risorse, ma per mancanza di volontà politica.
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Commenti
Azzi si interessa adesso a Palazzo Visconti … però nel suo programma, di lui, nemmeno l’ombra.
Caro Azzi, siccome non hanno idee (neanche) su villa Gianetti, hanno portato via tutti i soldi, così nessuno li può accusare di avere è non fare. Elementare, Azzi, Elementare!
Aveva ragione Berlusconi. La sinistra invidiosa e radical chic non cambia.
Sono comunisti.
Definire Villa Gianetti “Cenerentola” è come dare l’idea del livello di attenzione posto da questa Amministrazione ad un simbolo importante della storia cittadina. (Irrispettoso e incoerente). In questo inserirei anche lo stato attuale vuoto e privo di contenuti della politica locale di destra e di sinistra che cerca di galleggiare e inforchettare ogni evento a proprio uso e consumo.
In mezzo si trova pressato e schiacciato un elettorato stanco di assistere impotente al nulla programmato senza intravedere nuovi percorsi politici realizzabili da perseguire.
Direi che la narrazione e’ discutibile,La precedente amministrazione PD ha inventato Villa Gianetti come luogo per eventi estivi ,che poi gli eventi si facessero con un unica panchina traballante e l’altra che venne tolta perché ci cadde sopra un albero durante un evento e’ un altro discorso
Non entro nel merito delle attribuzioni di responsabilità tra dx e sx. Mi limito a notare che negli ultimi 30 anni Saronno ha perso palazzo visconti e sta perdendo villa Gianetti. In QUALUNQUE altro comune italiano avrebbero fatto carte false per tenere in vita due simboli così. Ma non a Saronno.




