Limbiate, “Note stuprate” conclude la rassegna contro la violenza di genere
5 Dicembre 2025
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LIMBIATE – Domenica 30 novembre il concerto “Note stuprate” organizzato dalla Sezione Anpi Limbiate ha concluso il ciclo di iniziative organizzate dall’Amministrazione comunale contro la violenza di genere. Ad assistere al concerto multimediale di Maurizio Padovan erano presenti un centinaio di persone che hanno riempito la Sala consiliare e applaudito ogni esecuzione al violino del Maestro.
La serata è stata introdotta da Rosario Traina, Presidente Anpi Limbiate, che ha voluto ricordare un episodio accaduto qualche anno fa in Sicilia, a Niscemi suo paese d’origine. Lorena è una ragazzina di 15 anni insegue i sogni dell’incontro con un “principe azzurro”, ma finisce con avere relazioni con tre balordi, minorenni anche loro, che hanno abbandonato la scuola e passano le giornate in giro con le motorette. Lorena vorrebbe vivere una “storia d’amore regolare” ossia un fidanzamento a casa. Per farlo dice di essere incinta di uno di loro. Non è vero, ma tanto basta perchè i tre si mettano paura e le chiedono un appuntamento per sistemare la faccenda. Si ritrovano in un casolare e “dopo” sono schiaffoni, pugni, calci e, infine, Lorena è strangolata e buttata in un pozzo con una pietra al collo. Viene ritrovata 15 giorni dopo.
Quando il cerchio si stringe intorno ai tre, dopo la tragedia arriva la banalità della violenza: uno dei tre dopo la confessione con l’irresponsabile candore di chi non si rende neanche conto del crimine commesso se ne esce con “Maresciallo, adesso che le ho raccontato tutto posso tornare a casa?”. L’ospite della serata, il Maestro Maurizio Padovan, ha catturato l’attenzione di un pubblico attento e coinvolto nella narrazione storica di violenze e abusi contro le donne che non hanno tempo e che, ancora oggi, riempiono le cronache quotidiane. Il percorso storico è partito dalla fine del 1500 quando la cantante e liutista Anna Guarini fu uccisa dal marito che la accusava di un inesistente adulterio. Tra le migliaia di vicende sommerse affiora quella della povera Cesira Ferrari, filandiera cremonese, su cui il marito esercitò il “diritto di proprietà” che le costò la vita e che, purtroppo, costa la vita alle tante “Cesire” di oggi.
Accanto a queste storie tragiche, il maestro ha voluto anche parlare di chi ha avuto la forza di denunciare portando ai presenti esempi di donne che hanno fatto valere le loro ragioni anche nei tribunali. Artemisia, pittrice che, nel 1611, trascinò il suo violentatore in un processo che lo vide condannato.
La violenza subita e l’umiliante processo che dovette affrontare condizioneranno le opere di Artemisia, ma non le impedirono di realizzarsi come artista, tanto che oggi viene considerata una protagonista della storia dell’arte mondiale. La narrazione è proseguita con la vicenda di Franca Viola, prima donna siciliana a rifiutare il matrimonio con il suo violentatore che avrebbe voluto il cosiddetto “matrimonio riparatore”. Secondo la legge fascista in vigore fino a una cinquantina di anni fa, infatti, le “nozze riparatrici” estinguevano il reato.
Bisognerà aspettare il 1996 affinchè lo stupro, da “oltraggio contro la morale”, venisse riconosciuto come “reato contro la persona” Infine, i presenti sono stati coinvolti nel racconto della vita difficile di Billie Holiday, la più grande cantante jazz del XX secolo. Visse un’infanzia difficile e tormentata in un quartiere povero di Baltimora dove fu violentata all’età di dieci anni e venne addirittura incolpata di aver adescato il suo violentatore. Trascorse la sua giovinezza tra riformatori e bordelli. A quindici anni cominciò a cantare in alcuni locali di New York e, in pochi anni, divenne una celebrità che la portò a collaborare con i più famosi jazzisti dell’epoca, da Duke Ellengton a Luis Armstrong. Il successo però non riuscì a farle dimenticare il trauma delle violenze subite che cercherà di colmare con la droga e l’alcool, causa della sua morte all’età di 44 anni.
Commento di Rosario Traina: “Quella di domenica è stata una serata che rimarrà, di certo, fra quelle meglio spese e il gradimento del pubblico è stato manifestato con applausi frequenti e commossi a tutte le esecuzioni al violino che il maestro Padovan ci ha offerto. Dopo il concerto tanti si sono soffermati con gli organizzatori, ma soprattutto con Padovan giusto per sottolineare come si siano toccate le corde giuste per svelare come il dramma del femminicidio, dei soprusi, delle violenze fisiche e psicologiche si annidano sempre più frequentemente all’interno delle relazioni familiari e amicali”.




