Uboldo, l’ex palazzina Pos verso la rinascita: un progetto per una casa di accoglienza dedicata al “dopo di noi”
5 Dicembre 2025

UBOLDO – La trasformazione dell’ex palazzina Pos di via Ceriani entra nel vivo. Dopo anni di abbandono e dall’uscita del gruppo di primo soccorso sos, l’edificio diventerà una struttura residenziale per persone con disabilità, pensata per garantire un futuro sicuro anche quando i familiari non potranno più occuparsene. L’amministrazione comunale ha avviato una trattativa con la soprintendenza e sta predisponendo fondi specifici per il recupero dell’immobile.
Il percorso, tuttavia, è tutt’altro che semplice. I sopralluoghi hanno evidenziato numerose criticità: umidità diffusa, piano interrato non accessibile e probabilmente allagato, assenza di un ascensore e un divario energetico significativo da colmare, dato che l’edificio dovrà passare dalla classe G alla A. Interventi su cappotto, ventilazione, impianti idrici e riscaldamento a pavimento saranno indispensabili. L’amministrazione ha spiegato che, nonostante la complessità e la natura costruttiva del fabbricato, l’obiettivo resta quello di dotare Uboldo di una struttura per il “dopo di noi”, da sempre assente in paese.
In vista della realizzazione, sono già stati effettuati sopralluoghi in centri analoghi di altri comuni e sono stati avviati contatti con cooperative sociali interessate alla gestione, apprezzando la posizione dell’immobile tra il parco e la scuola. La palazzina, dotata di stanze di circa novanta metri quadrati oltre a cucina e sala comune, potrebbe ospitare fino a dieci persone. Resta però da sciogliere il nodo delle prescrizioni della Soprintendenza, che considera l’ex Pos un significativo esempio di archeologia industriale. L’amministrazione spera in un via libera alla demolizione e ricostruzione, ma qualora non fosse possibile si procederà con un risanamento conservativo, che imporrà ulteriori interventi strutturali e antisismici.
Il progetto, ambizioso e oneroso, non mette tutti d’accordo. Secondo Ercole Galli (Uboldo al Centro) sarebbe più conveniente realizzare una struttura ex novo in un’altra area, evitando complicazioni tecniche e vincoli architettonici. Di parere diverso Claudio Pirotta (Uboldo Civica), che sollecita l’amministrazione a non perdere tempo e a valutare l’accensione di un mutuo, ritenendo sostenibile l’operazione grazie alla solidità del bilancio comunale. La giunta, però, ribadisce che tale strada dovrebbe essere riservata esclusivamente a situazioni di reale emergenza.
L’iter continua, tra vincoli, valutazioni economiche e una volontà politica che punta a restituire all’ex Pos una funzione sociale di valore, trasformandola in un punto di riferimento per le persone con disabilità e le loro famiglie.
(foto d’archivio)
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