Calendario dell’avvento 25, Merlotti: “Ecco perchè la piscina è diventata un landmark”
7 Dicembre 2025

SARONNO – “Metto da parte i miei ricordi personali di giovanissimo frequentatore della piscina comunale nei mesi successivi all’inaugurazione e mi concentro sul fabbricato, sulla “scatola”. Ho tra le mani tre fotografie del cantiere”. Inizia così il contributo di Alessandro Merlotti sulla piscina comunale.
Nella prima foto si vede la struttura perimetrale del piano interrato: pronti i casseri (di buona fattura) per il getto delle travi del primo solaio, si nota la vasca, con la sagoma del fondo appena accennata dal ghiaione, steso in previsione del getto del basamento. Un parapetto di protezione, realizzato con fodere di legno, è collocato attorno alla vasca; all’interno di questa è posizionata la gru metallica (una “Loro & Parisini”) e, più in là, la piccola vasca per i bambini. In primo piano ci sono i setti/contrafforti che caratterizzano la facciata principale; sulla sinistra la baracca (è proprio una baracca) di cantiere e la “povera” tettoia realizzata con tubi e assi da ponte a protezione della betoniera. Sullo sfondo, la recinzione dello stabilimento “Bolletta Anselmo”, preesistente all’impianto sportivo e, oltre la Via Parini, il terreno dove sta sorgendo, quasi in contemporanea, la mia “rossa” scuola elementare, la “Giuseppina Pizzigoni”, gemella della scuola di via Toti, entrambe realizzate con struttura metallica e pannelli perimetrali in materiale plastico, realizzati dalla “Nuovo Pignone” nello stabilimento di Porto Recanati.
La seconda fotografia è articolata su tre livelli: partendo dal basso, si vedono tre persone in abiti “civili” (quello al centro è il progettista/direttore dei lavori). Sul livello intermedio, armeggia con secchio e attrezzi, senza preoccuparsi troppo dell’assenza di protezioni contro la caduta nel vuoto (nonostante quanto disposto dal DPR n. 164 fin dall’anno 1956), e con basco d’ordinanza, un muratore. Sopra la sua testa, sei colleghi, anch’essi in condizioni di sicurezza poco ortodosse, collocano all’interno delle guide ricavate nella struttura un pannello prefabbricato in calcestruzzo armato.
Nell’ultima immagine, il fondo della vasca è stato realizzato e mostra il suo profilo definitivo, due muratori controllano la tubazione dell’aria compressa collegata al martello pneumatico. In alto la struttura metallica reticolare, che sarà alla fine nascosta dal plafone realizzato con liste in materiale plastico.
Il progettista è Sergio Brusa Pasquè, ingegnere varesino, specializzato, tra l’altro, nella realizzazione di impianti sportivi (sono suoi, ad esempio, i progetti del palazzetto dello sport del 1964 e della piscina comunale di Varese del 1967). Maneggia con competenza la “cassetta degli attrezzi” dello strutturista, adottando spesso soluzioni prefabbricate, come ad esempio in un’altra sua realizzazione saronnese, il condominio di via Mazzini 9, dove i pannelli di facciata sottolineano la verticalità dell’edificio. L’ingegnere mi è caro per un motivo particolare. Percepisco, personalmente, Varese molto lontana da Saronno, in tutti i sensi, mi lega al capoluogo solo il tifo per la squadra di basket: Sergio Brusa Pasquè è uno dei fondatori della “Pallacanestro Varese” nel 1945 e anche uno dei primi giocatori.
Chiudo il mio “spazio” con un’ultima considerazione: la piscina di Saronno è diventata, in poco tempo, un “landmark” (la definizione che più mi piace è la seguente: “Un edificio, una proprietà o un oggetto che ha un carattere speciale o uno speciale interesse storico o estetico o valore come parte dello sviluppo, del patrimonio o delle caratteristiche culturali della città”), arrivando anche a qualificare il quartiere circostante, altrimenti noto come “Campo Sportivo” o “Regina Pacis”. È un edificio importante, di qualità, con la sua struttura a vista fortemente espressiva, il disegno pulito, senza orpelli, la balconata che copre l’ingresso e parzialmente la grande rampa di accesso, le grandi vetrate a nord e a sud interrotte dal profilo delle gradinate.
La frase finale mi è stata regalata dalla figlia del progettista, la mia collega Elena: “È un esempio di brutalismo gentile, alleggerito dal vetro”.
QUI L’INTERO CALENDARIO DELL’AVVENTO 25
Questa è la puntata odierna del calendario dell’Avvento di ilSaronno, un progetto che anche quest’anno propone ai lettori un racconto quotidiano dedicato alla storia della piscina comunale, inaugurata nel 1974 e diventata un luogo di sport, incontri e memoria condivisa. L’iniziativa prosegue il percorso culturale avviato nelle edizioni precedenti, che hanno portato alla scoperta della poesie dialettali di Giuseppe Radice nel 2021, del Museo della Ceramica Gianetti nel 2022, del Mils – Museo dell’Industria e del Lavoro del Saronnese nel 2023 e del gruppo fotografico Agorà Saronno nel 2024. Quest’anno calendario prende forma grazie alla collaborazione di appassionati, studiosi, volontari e realtà culturali del territorio che hanno contribuito con materiali, testimonianze e approfondimenti per raccontare oltre mezzo secolo di attività della struttura. Quest’anno il progetto è sostenuto da Saronno Servizi, che rinnova il proprio impegno nel valorizzare la storia e l’identità cittadina attraverso iniziative semplici, accessibili e pensate per tutta la comunità.
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