Ex Isotta in commissione si fa il punto: dal grande parco ai nodi viabilità e parcheggi. Istruttoria ancora in corso
10 Dicembre 2025

SARONNO – “Questa è la proposta arrivata all’amministrazione comunale dall’attuatore. Stiamo lavorando ancora su due parti dell’istruttoria: l’analisi della viabilità e un masterplan unitario per l’intero comparto. Quando finiremo queste due parti, saremo pronti per andare in consiglio comunale”.
Così ieri sera in commissione urbanistica l’assessore alla Rigenerazione Nicola Gilardoni ha concluso il proprio intervento sul punto della situazione dell’area ex Isotta Fraschini.
L’area ex Isotta Fraschini è la più grande area industriale dismessa di Saronno: circa 120 mila metri quadrati tra via Milano e il Retrostazione, dove un tempo sorgevano gli stabilimenti metalmeccanici della storica casa automobilistica. Oggi è al centro di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana. Il proprietario, Saronno Città dei Beni Comuni, ha presentato un Piano Integrato d’Intervento che prevede un grande parco pubblico, funzioni formative, residenziali e la realizzazione del quartier generale e un cycling hub. La bonifica è in corso da alcuni anni e una parte del parco è già visitabile come “parco della memoria”, ma il piano complessivo è ancora nella fase di confronto con il Comune.
Durante la serata si è fatto il punto della situazione, toccando diversi temi: il nuovo quartiere punterà su una mobilità dolce e ospiterà due strutture formative, la fondazione Daimon e un istituto di alta formazione. È previsto un grande parco di oltre 60 mila metri quadrati, di proprietà dell’attuatore ma con uso pubblico regolato dal Comune, che potrà utilizzarlo per eventi e iniziative. I costi di realizzazione e manutenzione dell’area verde resteranno a carico della proprietà. Per quanto riguarda le superfici edificabili, si parla di 23 mila metri quadrati destinati all’edilizia libera, 13 mila alla residenza convenzionata, 5.800 all’edilizia residenziale sociale (Ers), 2.600 al commercio, 13.800 al terziario direzionale, 12 mila per l’alta formazione e 1.700 per il nuovo polo di istruzione Ifts e Its. Confermato il recupero di alcuni edifici storici e la realizzazione del cycling hub.
È stato discusso anche il progetto di un parcheggio da 230 posti auto, e dell’arteria che collegherà il quartiere con via Milano: la strada sarà a doppio senso da via Milano fino al parcheggio, ma sarà a senso unico fino a via Balaguer. Rispondendo a una domanda del consigliere ed ex sindaco Augusto Airoldi, l’assessore Gilardoni ha confermato che, rispetto alla situazione attuale, ci sarà una riduzione dei posti auto (ad esempio spariranno quelli davanti all’ex Luini): “Del resto ce ne sono già meno per effetto della riqualificazione di via Varese. Bisogna capire se sia giusto che i saronnesi paghino per garantire un servizio a chi usa la stazione di Saronno”.
Una domanda dell’ex assessore Lucia Castelli ha riportato l’attenzione sul tema delle bonifiche: i tecnici comunali hanno confermato che, sotto la supervisione di Arpa si è conclusa la fase due ed è iniziata la fase tre. Tra gli interventi e le domande oltre a quello dell’ex assessore ai Lavori Pubblici Francesca Pozzoli che ha posto l’accento sul tema viabilità e sul parco anche quello del consigliere comunale di Forza Italia, Agostino De Marco, che ha sottolineato come non ci siano particolari novità e come il piano sia ancora inadeguato sia sul fronte dei parcheggi intorno alla stazione, sia per l’incapacità di collegare il quartiere Matteotti al centro.
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Commenti
Parco privato? Ma la parte pubblica?
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Non c’è
ma sì facciamo un altro parco da lasciare in mano alle risorse spaccianti visto che il comune non sa garantire la sicurezza
QUESTA È LA STORIA DELL’ ” ALTRO INNOMINATO ”
Nel corso della commissione urbanistica di ieri sera ,abbiamo scoperto che esiste un INNOMINATO che non è quello di manzoniana memoria.
Infatti abbiamo notato con un certo sconcerto che l’assessore Gilardoni, nel corso dell’intera seduta, non ha MAI OSATO pronunciare il nome del sig. GORLA, il proprietario dell’area Isotta Fraschini, mentre in più occasioni ha chiamato per nome il sig. Bertani, proprietario dell’area attigua.
Perché questo diverso trattamento?
Forse la risposta è contenuta nell’atteggiamento stizzito e infastidito col quale l’assessore Gilardoni ha tentato, senza del resto riuscirci completamente, di rispondere alle domande dell’ex assessore Pozzoli e dell’ex sindaco Airoldi. Ed infine, degna di nota è anche la scarsa attenzione dell’assessore alla riservatezza ( che in un contesto istituzionale e pubblico dovrebbe essere la regola di una buona comunicazione ) in quanto avrebbe semplicemente potuto usare in ugual modo i nomi delle società proprietarie delle due aree : Immobiliare GB spa e Società dei Beni Comuni srl.
È forse chiedere troppo ad un assessore alla rigenerazione urbana di una città come Saronno?
Airoldi, cosa ne pensi???
Beh , si diano una mossa . È più di un anno che se ne parla soltanto… Soprattutto il Progetto Daimon è molto importante per i ragazzi e le ragazze…
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Si è parlato troppo, vediamo i fatti dove sono
Istruttoria ancora in corso? Avete capito bene? Ma se in campagna elettorale, quindi 8 mesi fa, la proprietà aveva smentito sia il commissario prefettizio che l’ex sindaco dicendo che tutti i documenti erano già consegnati? Allora erano balle?
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Di sicuro era una balla colossale che la proprietà fosse inadempiente. Di certo la Pagani ha dimostrato di voler andare avanti dove Airoldi brancolava nel buio più totale.
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Imbarazzante dal punto di vista tecnico la presentazione della “proposta di matrimonio”….. Tecnici comunali che cercano di spiegare quello che non c’è.
Parcheggi inesistenti per un’area così grande, INSPIEGABILE
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Esatto erano tutte balle!
Un progetto che non capisco, perchè non tiene conto di quello che c’è intorno ed esiste già:si tolgono parcheggi alla terza stazione della Lombardia, Saronno andrà in tilt perchè non sono previste strade adeguade per quanto si vuole costruire, il rischio è di far morire i comparti produttivi adiecenti, infine il parco è privato.
Non è questo che chiedono i saronnesi, ma perchè si vuole andare avanti così?
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Beh, che lei non capisca è evidente:
1) se Trenord vuole un parcheggio per pendolari se lo paghi e lo faccia sui suoi numerosi terreni.
2) Saronno è già in tilt e forse bisognerebbe pensare a progetti meno autocentrici, come questo.
3) il parco lo paga e mantiene SINE DIE il privato ma è pubblico.
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Stai sereno su, che ti spiego bene quello che voleva dire il collega, magari capisci e non offendi:
1) La stazione è a 50m, i parcheggi dove sono ora funzionano benissimo, Trenord è un servizio indispensabile per i cittadini. Per come la metti tu sembra solo un intralcio.
2) Appunto, perché il traffico è già in tilt, congestioniamolo totalmente! Non siamo nel deserto, c’è un tessuto urbano già esistente. Non facciamo strade per ideologia, ma complimenti davvero!
3) Certo, voglio vedere poi se chi paga sarà contento di vedere gentaglia o schifezza come avviene ora nel retro stazione, sarà sempre contento di pagare per gli altri, o magari, deciderà di chiedere il parco e quindi addio all’uso pubblico? -
Il punto 1 è una sciocchezza assurda.
Il punto 2: tipica utopia di sinistra.
3:corretto, secondo quanto esposto nell’articolo, ma staremo a vedere.
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Ma di quali comparti industriali sta parlando? Poi vorrei capire quanti posteggi sono stati chiesti pet quel mostro in costruzione e confinante con l’Isotta. Si sta perdendo un’ultima possibilità per avere un po’ di verde in questa città invivibile
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condivido in toto le preoccupazioni da Lei espresse.
Saronno non ha più territorio è stato totalmente depredato dai costruttori amici degli amici.
Saronno purtroppo è morta.
Grazie alle varie amministrazioni che in questi decenni si sono alternate alla guida della città.
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L’unico ad avere le idee chiare è Airoldi, gli altri annaspano tutti




